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Nel 2017 sono sbarcati in Europa 77.018 migranti e di questi l'85% ha toccato terra nel nostro Paese (dati aggiornati al 16 giugno). Questa situazione è insostenibile, alla luce anche del pericolo che ogni traversata porta con se: sempre nel 2017, 1.854 corpi sono stati ritrovati senza vita nel mar Mediterraneo, ma è una stima, potrebbero essere molti di più.

Chiediamo il rispetto delle regole. L'immigrazione deve essere gestita, le leggi devono essere rispettate, così come i Trattati europei che prevedono la solidarietà fra gli Stati membri per la gestione delle emergenze. E invece il buonismo e le pacche sulle spalle regnano sovrani. Gentiloni è sparito (per lui gli sbarchi non sono un problema). La Merkel tace perché tanto lei con l'accordo con la Turchia (pagato anche con 225 milioni di soldi dei contribuenti italiani) ha chiuso le frontiere a est e ha ottenuto quello che voleva. Juncker a parole ringrazia l'Italia per tutto quello che sta facendo, poi nei fatti nulla cambia. E intanto il business ringrazia.

VIDEO. Laura Ferrara ha denunciato al Parlamento europeo davanti al Presidente della Commissione Juncker il più grande fallimento dell'Europa: l'immigrazione. Condividi questo video.




di Laura Ferrara, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"L'Italia sta pagando a caro prezzo il fallimento della gestione europea dei flussi migratori. Sono stati 181.436 gli arrivi nel 2016 e circa 64.000 dall'inizio del 2017.
Per l´immigrazione, l´Italia ha previsto 4,6 miliardi di spesa in questo anno, 1 miliardo in più rispetto al 2016.

Gli aiuti dell'Unione europea sono irrisori, l´ultimo stanziamento di 58 milioni corrisponde a circa il 3% dei 4,6 miliardi. Dunque, una mortificazione al principio di equa ripartizione delle responsabilità previsto dai trattati, pur essendo l´Italia un contribuente netto, in quanto dà all'Unione europea più di quello che riceve. Il regolamento di Dublino, dichiarato morto, costringe a rimandare in Italia più migranti di quanti ne sono stati ricollocati dall'Italia stessa in altri Stati membri.

La volontà del Consiglio di bloccarne la revisione, fornisce così il desolante quadro di un'Europa incapace di trovare soluzioni efficaci e condivise. Se il Consiglio continuerà ad essere espressione degli egoismi nazionali, a fallire non sarà solo la riforma del sistema europeo comune di asilo ma l´intero progetto europeo".

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