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di Isabella Adinolfi, EFDD - M5S Europa

A marzo 2017, con un'interrogazione alla Commissione Europea, ho chiesto di fornirmi la lettera che l'esecutivo europeo avrebbe inviato all'Italia e contenente le osservazioni sulla bozza di decreto legislativo che recepiva la direttiva Barnier (Direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi). Ovvero, quella direttiva con cui l'Unione Europea ha deciso di aprire il mercato e che di fatto porterebbe all'eliminazione del monopolio di SIAE. Oggi il dibattito si è riacceso grazie alle dichiarazioni del rapper Fedez che mette in evidenza un semplice dato di fatto: il monopolio SIAE esiste e persiste ed il mercato continua ad essere chiuso in barba alle regole europee.

La Commissione europea, dal canto suo, prima ha preso tempo e successivamente ha fornito la sua tardiva risposta nella quale conferma l'esistenza di tale lettera, inviata l'8 febbraio 2017. Tuttavia, il testo della missiva non è stato fornito, perché a detta della Commissione ci sarebbe ancora un'indagine in corso per capire se il recepimento della direttiva è avvenuto in modo corretto o no. Quindi il decreto legislativo 15 marzo 2017, n.35 con il quale è stata data attuazione alla Direttiva 2014/26/UE presenterebbe degli aspetti problematici. È allora lecito chiedersi quali siano tali aspetti problematici: magari si tratta proprio della mancata abolizione di questo assurdo monopolio.

Dalla direzione generale del dicastero di Franceschini - contattata da Eunews per sapere se effettivamente la Commissione abbia chiesto informazioni sul dossier, come di prassi quando si avviano indagini sul rispetto della normativa comunitaria - smentiscono però nel modo più assoluto l'esistenza di indagini in corso. Peccato che sia stata la stessa Commissione ad informarci di ciò, come dimostra la risposta all'interrogazione che potete scaricare qui. Per sgombrare il campo da ogni dubbio il ministro Franceschini farebbe bene a pubblicare la lettera, rendere pubblici i rilievi della Commissione europea e fornire delucidazioni in merito a questa indagine. Tutto ciò per evitare che si apra una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia con effetti negativi per i cittadini.

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