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di Eleonora Evi, EFDD - M5S Europa

Il cotone, negli ultimi decenni, ha trovato uno spazio sempre maggiore nel settore della mangimistica come fonte di proteine. Per questa ragione le industrie del "biotech" hanno prodotto varietà transgeniche di cotone che in breve hanno preso il sopravvento su quelle tradizionali. Nel 2014, il 96% del cotone statunitense ed il 95% di quello indiano era di origine transgenica. Oggi il Parlamento europeo si è espresso contrario all'utilizzo dell'ennesimo prodotto geneticamente modificato (appunto, il cotone transgenico GHB119) che la Commissione Europea, come ormai da prassi, aveva già approvato. Quest'ultimo è in grado di resistere al "glufosinate" - un pesticida tossico in commercio (all'interno della UE) fino al 31 luglio 2018 -, e di produrre una proteina insetticida letale per alcune specie di farfalle che depongono le uova nel fusto delle piante.

Come sempre accade, ci sono notevoli carenze nel dossier tecnico, quali la mancanza di dati sui residui del pesticida nel prodotto finito, l'assenza di valutazione approfondita sul rischio sanitario derivante dal consumo o sugli effetti indesiderati. L'EFSA, da prassi, ha però ignorato questi aspetti ed ha rilasciato il proprio parere favorevole alla commercializzazione del cotone OGM nel settembre 2016. Nonostante in seno al comitato rappresentato dai tecnici nominati dagli Stati membri non si sia raggiunta la necessaria maggioranza qualificata all'autorizzazione, la Commissione ha, come oramai da prassi, ignorato il voto negativo di 15 Stati membri ed ha rilasciato il permesso.

Sebbene in assenza di una maggioranza qualificata in seno ai comitati tecnici a favore o contro una proposta della Commissione questa possa decidere in autonomia, la normativa impone alla Commissione di non adottare atti che siano contrari all'opinione predominante tra gli Stati membri. Dal momento che i 15 Stati membri che si sono opposti rappresentano circa il 60% della popolazione dell'UE, la Commissione ha evidentemente agito oltre i propri poteri delegati.

Ecco perché da sempre il Movimento 5 Stelle in Europa ha chiesto a gran voce una drastica revisione della procedura di ammissione e autorizzazione degli OGM. Il presidente Jean-Claude Juncker lo aveva promesso, ma naturalmente gli interessi delle lobby in questo settore sono fortissimi. Non serve nemmeno ricordare quanto accaduto con il glifosato per capire che il conflitto d'interessi è mastodontico, un problema che diventa un rischio costante per la salute dei cittadini.

Video archivio (dicembre 2015). Ecco come la Commissione autorizza gli OGM:

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