La lobby dell'olio di palma è in ginocchio

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Da oggi l'olio di palma fa un po' meno paura. L'immensa lobby che controlla la produzione e l'importazione di questo particolare prodotto ha ricevuto una bella spallata dal Parlamento europeo. Grazie anche all'instancabile lavoro dei portavoce del MoVimento 5 Stelle, Strasburgo si è espressa quasi all'unanimità su un testo che rappresenta un enorme passo avanti verso la regolamentazione e il restringimento dell'utilizzo di palma da olio.

Il rapporto esamina nel dettaglio gli aspetti più critici della deforestazione delle zone pluviali, ricordando che circa il 73% delle aree vengono disboscate per lasciare posto alle coltivazioni di "commodities alimentari", di cui le monoculture a olio di palma rappresentano circa il 40% del totale. Si mette in evidenza come questo processo sia all'origine di gravi danni all'ambiente, violazione dei diritti umani delle popolazioni indigene e della scomparsa di habitat cruciali per specie animali in grave pericolo di estinzione. Un caso emblematico di questo rischio è rappresentato dagli Orangutan, scimmie originarie della Malesia ed Indonesia (da cui proviene circa l'85-90% della produzione totale di olio di palma) e oggi presenti solo a Sumatra e in Borneo, il cui habitat si è ridotto dell'80% nel corso degli ultimi 20 anni soprattutto per il boom nell'uso di olio di palma.

Si mettono inoltre in evidenza anche le responsabilità dell'UE che importa circa il 27% di soia, il 18% di olio di palma, il 15% delle carni ed il 31% delle pelli da attività sviluppate su aree deforestate illegalmente. Le raccomandazioni elencate nel rapporto comprendono anche:

  1. la definizione di un unico schema di certificazione che garantisca la sostenibilità ambientale e sociale dell'olio di palma importato in UE entro il 2020;

  2. la possibilità di adottare misure fiscali che disincentivino l'import di olio d non certificato;

  3. la necessità di rafforzare la cooperazione con in Paesi produttori al fine di incrementare i corridoi faunistici che consentono lo spostamento degli animali tra foreste separate da aree agricole;

  4. il bando all'utilizzo di olio di palma come biocombustibile preferibilmente entro il 2020;

  5. l'impegno di Commissione e Stati Membri a chiedere il congelamento delle superfici coltivate ad olio di palma nell'ambito dei negoziati con i Paesi produttori.

La portavoce Eleonora Evi: "Questa relazione è importante perché segna l'avvio di un percorso ben preciso, da seguire per mettere fine a un modello massificato e non sostenibile di produzione e di consumo, antitetico all'utilizzo e alla promozione di ingredienti e prodotti biologici, di qualità e a chilometro zero".

La battaglia al Parlamento europeo:

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