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Cellulari, gioielli, automobili, lampadine.
Moltissimi oggetti che utilizziamo ogni giorno esistono grazie a minerali che vengono estratti nei Paesi in conflitto. Stagno, tantalio, tungsteno e oro sono utilizzati dalle grandi multinazionali nella produzione di questi dispositivi. Dopo 3 anni di discussione e lunghi negoziati con Commissione e Consiglio europeo, finalmente il Parlamento europeo ha votato le nuove norme sui "minerali dei conflitti". Il nuovo regolamento - che entrerà in vigore dal 21 gennaio 2021 - obbligherà i grandi importatori europei a effettuare controlli sui loro fornitori per garantire che questi minerali non provengano da queste zone. Sono esentati i piccoli importatori, come i dentisti e i gioiellieri, che da soli non avrebbero le forze per controllare il lavoro dei loro fornitori.

Si tratta di un successo che porta la firma del Movimento 5 Stelle:
il nostro ruolo è strato essenziale per il passaggio della proposta in Parlamento in prima lettura e abbiamo partecipato ai triloghi con Commissione e Consiglio. Abbiamo denunciato il legno insanguinato e l'ipocrisia dell'Europa che non fa nulla per bloccare le importazioni illegali di legno. Da oggi si cambia, con questo voto le multinazionali vengono responsabilizzate per i beni che producono e di come vengono prodotti. Questo è un primo, fondamentale passo, per un commercio più equo, rispettoso dei deboli e delle piccole e medie imprese.

VIDEO. Tiziana Beghin - in qualità di relatrice ombra per il gruppo Efdd del rapporto sui minerali insanguinati - ha partecipato a tutti i triloghi con Commissione e Consiglio per l'approvazione finale del testo. Questo è il suo intervento durante la plenaria di Strasburgo.




Intervento di Tiziana Beghin, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, durante l'approvazione finale del provvedimento

"Il nostro benessere si fonda sullo sfruttamento dei più poveri. Ne siamo colpevoli tutti e se pensate di esserne estranei, prendete il vostro smartphone e ricredetevi. Telefoni, automobili, aerei e computer sono sporchi di sangue, perché tutti, senza eccezione, contengono dei minerali rari estratti in paesi martoriati dalla guerra, in zone di conflitto o in condizioni che violano i diritti umani più fondamentali, incluso quello alla libertà e alla vita.

Tre anni fa abbiamo detto basta e abbiamo iniziato a lavorare a una legge che arginasse questo fenomeno. Così, dopo lunghi negoziati, centinaia di emendamenti e migliaia di ore di lavoro sta per vedere la luce il primo regolamento europeo che mette fine all'approvvigionamento dei minerali dei conflitti. Chi vorrà importarli, adesso, dovrà prima verificarne la provenienza e operare tutti i controlli necessari per impedire che i minerali siano sporchi di sangue. Le multinazionali della tecnologia, dell'automobile e dell'aviazione si sono opposte duramente, ma non sono riuscite a fermarci, mentre noi, per tutelare le PMI, abbiamo esentato dal regolamento i piccoli importatori come orafi o dentisti per evitare loro un eccessivo carico burocratico.

Il nostro obiettivo era di impedire che il commercio finanziasse conflitti, distruzione e morte e credo che ci siamo riusciti. Purtroppo non tutto è andato come volevamo, la nostra proposta iniziale era molto più articolata ed estesa e prevedeva molte meno eccezioni, ma senza dubbio questo è un primo passo e spero che tra qualche anno si potrà ritornare su questo regolamento e renderlo ancora più efficace.

C'è un Europa delle multinazionali e dei potenti,
che usa il commercio per sfruttare i paesi poveri, sottrarre le loro risorse e distruggere i loro diritti, ma c'è anche un'Europa dei cittadini, giusta, equa e solidale che usa il suo peso per la giustizia e per promuovere un mondo migliore. Questa è l'Europa che ho scelto di rappresentare quando tre anni fa ho deciso che mi sarei occupata di commercio qui in Parlamento Europeo".

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