La riforma del regolamento di Dublino è una #TruffaPerItalia

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Il regolamento di Dublino va stracciato, non rafforzato. Ha prodotto solo disastri: nel 2016 in Italia c'è stato il record di sbarchi nella sua storia: 181.436. Ad oggi solo 4.000 richiedenti asilo sono stati trasferiti in altri Paesi. L'accordo era di 39.600.. Ecco i dati ufficiali. Eppure, nonostante questi numeri disastrosi la proposta della Commissione europea blinda quell'accordo siglato nel 2003 dal governo Berlusconi-Lega.

PERCHÉ COMBATTIAMO IL REGOLAMENTO DI DUBLINO?
Il Regolamento di Dublino stabilisce che la domanda di asilo di un migrante venga esaminata solo dallo Stato in cui il migrante è entrato. Questo significa che tutti i Paesi in cui avvengono gli sbarchi sono lasciati soli davanti alla responsabilità di gestione delle domande di asilo. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di domande. Per la stragrande maggioranza dei migranti ltalia e Grecia sono, però, Paesi di passaggio. Se non si dà la possibilità a questi richiedenti asilo di raggiungere i loro parenti nei Paesi in cui vivono, Italia e Grecia si trasformeranno nel campo profughi d'Europa. Dobbiamo impedirlo. Vogliono abbandonare l'Italia a gestire i flussi migratori da sola. Anziché aiutare i Paesi in difficoltà, questa nuova riforma blocca i movimenti secondari dei richiedenti asilo, mettendo al riparo dal fenomeno immigrazione i Paesi del Nord Europa, Germania inclusa.

Se ancora facciamo parte di una Unione, la ricollocazione dei migranti deve essere obbligatoria e automatica. Per agire non si può aspettare che un Paese arrivi al collasso. Il gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle lotta al Parlamento europeo per fermare il business che ruota attorno all'immigrazione. Vogliamo vie legali di accesso per chi scappa da una guerra così da combattere in maniera efficace l'immigrazione illegale. Vogliamo rimpatri veloci per chi non ha diritto al soggiorno e l'embargo alla vendita alla vendita di armi per i Paesi che finanziano direttamente o indirettamente il terrorismo e alimentano guerre civili.

VIDEO. Laura Ferrara spiega perché la riforma del regolamento di Dublino è #TruffaPerItalia




Questo è l'intervento di Laura Ferrara, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, nella Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni.

"Il regolamento di Dublino è stato un fallimento. Ma la proposta della Commissione europea rischia di far peggio. Ecco perché:

1) PEGGIORATE LE COSE
Tutta la (poca) flessibilità che l'attuale sistema ancora aveva è stata rimossa. Qualche esempio? Le clausole che attribuiscono la responsabilità a uno Stato membro ad eternum e la clausola di sovranità che dava la possibilità a uno Stato membro di dichiararsi responsabile per trattare una domanda di protezione internazionale anche quando la responsabilità era di un altro Stato membro in applicazione delle regole di Dublino. La proposta della relatrice di dare la possibilità di lasciare ad altri Stati membri la facoltà di valutare una richiesta di asilo su richiesta del richiedente è interessante ma di difficile applicazione pratica.

2) RICOLLOCAZIONE OBBLIGATORIA
Manca una reale suddivisione delle responsabilità tra gli Stati membri. Nel nuovo sistema la parola chiave deve essere solidarietà. Sono d'accordo con la relatrice sulla necessità di introdurre un meccanismo automatico e giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri di ricollocazione dei rifugiati che non richieda voti in Consiglio per la sua attivazione. Tuttavia, ritengo che tale meccanismo non si debba applicare solo in situazioni di forte afflusso quando i sistemi di asilo degli Stati membri interessati sono già al collasso ma anche in situazioni di normale amministrazione del sistema europeo comune di asilo. Pertanto proporrò di cancellare il riferimento alla soglia superata per far entrare in funzione questo meccanismo Solo così si potrà davvero assicurare una equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e rendere effettiva quella solidarietà che oggi si cerca di definire.

3) LA RESPONSABILITÀ DEI PAESI EUROPEI
Il criterio che attribuisce la responsabilità allo Stato membro di primo ingresso va rimosso perché è stato il motivo del collasso dell'intero sistema. Nonostante questo, la Commissione lo ripropone come principale criterio per la determinazione della responsabilità. Apprezzo gli sforzi della relatrice di temperare questo criterio ma non credo che quanto propone sia sufficiente ad alleviare la pressione sugli Stati membri di primo ingresso soprattutto perché, ancora una volta, il meccanismo di attribuzione si applicherebbe solo in situazioni di emergenza.

4) RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI
Lo Stato membro responsabile deve essere quello in cui il richiedente ha  legami famigliari in una concezione allargata di famiglia che non sia solo limitata alla famiglia nucleare come è il caso al momento. Sono d'accordo con la relatrice su questo punto e sulla necessità di trasferire immediatamente e sulla base di una veloce verifica preventiva i richiedenti dove hanno famiglia e lì esaminare la loro domanda di protezione internazionale. I tempi delle procedure almeno per quanto riguarda i casi di ricongiungimento famigliare e quelli che coinvolgono richiedenti particolarmente vulnerabili come i minori devono essere trattati in via prioritaria e in tempi brevi.

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