Ci vogliono imporre cibo spazzatura #IoNonMangioCarneAgliOrmoni

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Dalle ceneri del moribondo Ttip stanno nascendo ricatti e forzature dagli esiti imprevedibili. Uno di questi riguarda la carne agli ormoni. Gli Stati Uniti hanno avviato un'inchiesta che potrebbe portare alla riattivazione delle sanzioni commerciali contro l'Europa: l'industria americana vuole importare la carne con gli ormoni ma le regole europee perora lo impediscono. Come misura di ritorsione gli Stati Uniti stanno pensando a una diminuzione della quota di ingresso di tessile e prodotti agricoli (frutta fresca e pomodori, in primis). Diciamo no a questo ricatto: negli Stati Uniti tra il 60% e l'80% dei suini sono trattati con ractopamina, un promotore della crescita che ha delle conseguenze sulla salute umana, affatica il cuore e potrebbe essere cancerogena.

L'Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1998 non aveva riconosciuto il principio di precauzione in vigore in Europa. Per il Wto è compito dell'Europa dimostrare che la carne con gli ormoni sia nociva. Nel frattempo, in questi anni, numerosi studi scientifici hanno classificato gli ormoni somministrati agli animali come veleno. Nelle Commissioni parlamentari Agricoltura e Commercio Internazionale, i portavoce del gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle Europa difendono gli alimenti sani e privi di prodotti chimici, l'etichettatura degli alimenti, la tracciabilità e la trasparenza delle informazioni.


di Tiziana Beghin, Commissione Commercio Internazionale, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

"Grazie alla loro spada di Damocle, gli americani ci potrebbero ordinare di aumentare la quota di carne importata di svariate tonnellate, da sommare alle 48 mila già in vigore. Queste quote si aggiungerebbero alle altre 80 mila tonnellate di carne già previste dal CETA, il trattato con il Canada. Gli Stati Uniti vogliono sfruttare la situazione per inviare in Europa anche la loro carne trattata con ormoni, molto più economica da produrre. TTIP o non TTIP, gli Stati Uniti sono pronti a invadere il nostro mercato.

Le conseguenze auspicate dagli americani sono due: o l'UE apre ad ulteriori 50 mila tonnellate senza dazi, oppure gli Stati Uniti riattiveranno le sanzioni contro l'Europa fino a quando le nostre regole non autorizzino la vendita di carne agli ormoni. A farne le spese, purtroppo, sarà soprattutto l'Italia, visto che gli USA minacciano dazi punitivi per pomodori, frutta fresca e prodotti tessili. È inaccettabile! Nella prima ipotesi i nostri allevatori, già colpiti duramente dalla crisi, si vedrebbero letteralmente fagocitati dalle nuove tonnellate di manzo d'oltreoceano. Nella seconda, verrebbe a cadere un principio fondante dell'UE: quello di precauzione, che Stati Uniti e Wto continuano a non considerare valido. La guerra è iniziata: noi continueremo a difendere le nostre aziende e la nostra salute, e faremo di tutto per bloccare questa autentica invasione!


di Marco Zullo, Commissione Agricoltura, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

"L'annuncio di questo provvedimento è stato dato a Bruxelles in Parlamento dalla Commissione europea: gli Usa non avrebbero scrupoli a stracciare il memorandum firmato con l'Europa per poter adottare misure di ritorsione qualora non accettassimo di importare anche carni trattate. Il che si traduce in sanzioni commerciali nei confronti dell'Unione europea. Misure, come l'inasprimento dei dazi, colpirebbero non solo i prodotti agroalimentari, ma anche altre categorie di beni che attualmente rappresentano redditizi settori di export per l'Ue. Si stima che in ballo ci siano nuovi dazi per un valore di 116 milioni di dollari all'anno.

Il memorandum alla base di questo accordo riguarda il commercio di carne bovina tra Ue e Usa: gli Stati Uniti però, non riuscendo a garantire quantitativi di carne rispettosi degli standard di sicurezza europei, per trovare uno sbocco alla propria produzione, vorrebbero forzare la mano per costringere l'Europa ad accettare anche la carne trattata con gli ormoni. La decisione sarà presa nei prossimi mesi, ma sembra quasi che gli Stati Uniti vogliano far passare a forza quello che non sono riusciti a far passare con le buone per il naufragio del TTIP. Dopo il CETA, dunque, si prospetta un altro duro colpo per l'economia dell'Unione europea. Non si può cedere al ricatto americano e i cittadini europei vanno tutelati!"

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