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di Laura Ferrara, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Ridurre gli sprechi? Tagliare i sussidi alle compagnie petrolifere? Colpire gli evasori fiscali? No! Per ridurre il debito che i politici hanno creato, il governo precedente (fotocopia a quello attuale) mette in vendita il permesso di soggiorno in Italia. La norma è stata inserita nell'ultima legge di bilancio e permette a ricchi stranieri di comprarsi un permesso di soggiorno in Italia con un investimento di 500 mila euro in una startup, 1 milione con una donazione a carattere filantropico, 2 milioni con un acquisto di titoli emessi dallo Stato italiano.

Nasce così un mercato legale di permessi di soggiorno che viene riservato a ricchi cittadini stranieri e ai propri familiari. Ad esserne esclusi sono sia gli stranieri che vivono nel nostro Paese sia quelli che vorrebbero venirci ma non hanno mezzi. Ad esserne esclusi sono solo i poveri e quelli che vivono di fatica e di lavoro. Legare alla ricchezza l'ottenimento del permesso di soggiorno è immorale e ingiusto, tanto più che il rilascio di permessi per periodi prolungati alla fine agevola anche l'acquisto della cittadinanza.

Il Parlamento europeo aveva già condannato con una risoluzione chi come Malta e Cipro aveva approvato misure analoghe. Questa misura non nasce per attrarre lavoratori altamente qualificati (per questo fine esiste la "carta blu" valida per tutti i Paesi membri ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito), ma per drenare risorse finanziarie: monetizzano un diritto, come quello della circolazione delle persone.

Ricordatelo: con Renzi il debito pubblico è aumentato di 2.617 euro a persona".


traduzione articolo pubblicato su Politico.eu


"Nel tentativo di ridurre il debito del Paese, il governo italiano inizierà a vendere visti ai cittadini non europei, in cambio di un investimento di 500 mila euro in una start-up. Il progetto, approvato dal Parlamento Italiano i primi di dicembre come parte del bilancio 2017, si prevede diventi operativo il prossimo mese una volta che saranno rese note le condizioni operative.

Dopo aver acquistato il visto, i richiedenti possono ottenere un permesso di soggiorno in Italia per un periodo massimo di cinque anni, dopodiché possono fare domanda per permessi di soggiorno più lunghi e, infine, per la cittadinanza Italiana.

I titolari di questi visti beneficeranno anche dei cambiamenti del sistema fiscale italiano, il che significa che tutti i soldi guadagnati fuori dall'Italia saranno soggetti ad una tassa forfettaria applicata al reddito di 100.000 euro, piuttosto che alla normale aliquota di imposta sul reddito - molto più elevata - secondo Henley & Partners, una azienda che aiuta i governi a progettare ed eseguire questi programmi e ottenere il permesso di soggiorno in cambio di un corrispettivo.

"Questa misura è diversa da quella degli altri Paesi," ha detto un funzionario del Ministero del Tesoro a POLITICO. "Perché la nostra misura richiede un vero e proprio cambio di residenza, non permette l'elusione delle norme internazionali ed è progettato per attrarre il capitale umano in un momento in cui, ad esempio, Milano sta diventando sempre più un mercato finanziario appetibile."

Per ottenere questo visto, il richiedente deve acquistare 2 milioni di euro di titoli di Stato italiano o 1 milione in obbligazioni o azioni in una azienda italiana o investire 1 milione in una donazione filantropica.

"Si tratta di un rapporto reciprocamente vantaggioso," ha detto Christian Kalin, il presidente di Henley, in un comunicato. "Offrendo una maggiore scelta e libertà a individui ricchi e talentuosi" l'Italia potrà assicurarsi questi "investimenti particolarmente necessari."

Più della meta dei Paesi europei permettono ad individui non europei di acquistare permessi di soggiorno, che danno al titolare la possibilità di viaggiare senza un visto in Europa, secondo Henley. Alcuni Paesi, tra cui Malta e Cipro, hanno fatto un passo ulteriore, optando per vendere la cittadinanza europea ai cittadini di paesi non-Europei.

Un programma di vendita di passaporti, istituto nel 2014 da parte del governo maltese, ha portato a una rivolta di alcuni eurodeputati che in una risoluzione hanno sostenuto: "la cittadinanza europea non dovrebbe essere in vendita a nessun prezzo." Conosciuto come il Individual Investor Program, il programma ha permesso, al paese più piccolo dell'UE, di guadagnare 310 milioni di euro da settembre dello scorso anno.

In alcuni Paesi, l'opposizione ha costretto alcuni governi a scartare programmi simili. Il governo ungherese ha sospeso il suo programma di residenza in cambio di obbligazioni, il mese scorso, dopo essere stato sotto attacco da parte dei politici dell'opposizione, che hanno sostenuto che il piano costava troppo al Paese. "Per l'élite del mondo" ha detto Khalin, i programmi di residenza "forniscono qualcosa che è meno tangibile e più desiderabile di qualsiasi oggetto materiale - assicurando la mobilità e la sicurezza personale".

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