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Dov'è l'Europa mentre la polizia reprime la marcia contro la corruzione in Romania? Quando a subire sono i cittadini, a Bruxelles non c'è foglia che si muova: nessuna raccomandazione, nessun avvertimento. Eppure tutto questo accade in uno dei 28 Paesi membri, un Paese al quartultimo posto in Europa per il livello di corruzione percepita (l'Italia è messa peggio, terzultima), un Paese in cui i diritti fondamentali dei cittadini non sono garantiti tanto più alla luce del recente decreto governativo che "legalizza" la corruzione. Il Movimento 5 Stelle sostiene la richiesta di onestà fatta propria da centinaia di migliaia di cittadini rumeni che hanno manifestato pacificamente a Bucarest.

Questo è l'elenco (in inglese) dei provvedimenti - un vero e proprio colpo di spugna - del governo in carica, il Partito socialdemocratico (Psd, membro dell'S&D al Parlamento europeo, lo stesso del Pd).


Traduzione del resoconto da Bucarest pubblicato dall'agenzia Reuters:
ecco il link.

Mercoledì, oltre 250.000 rumeni hanno protestato contro un decreto governativo che depenalizza alcuni reati, un decreto che è visto come la più grande controriforma da quando il Paese è aderito all'Unione Europea nel 2007. La più alta autorità giudiziaria della Romania, Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ha presentato un ricorso costituzionale al decreto emanato dal nuovo governo socialdemocratico del Primo Ministro Sorin Grindeanu.

Il numero dei manifestanti ha toccato l'apice durante la serata, raggiungendo 150.000 persone, tutti radunati fuori dell'edificio del primo ministro a Bucarest. Da 100.000 a 150.000 sono stati stimati dalla squadra antisommossa, i manifestati che hanno manifestato in altre 55 città. La manifestazione nella capitale si è sciolta pacificamente verso le 22:00 ma dopo che i manifestanti hanno lasciato la piazza, un gruppo di circa 300 ultras della squadra di calcio locale, sono arrivati e hanno cominciato a lanciare petardi e sassi agli agenti antisommossa. La polizia li ha dispersi con i gas lacrimogeni. Il servizio di emergenza ha detto che due poliziotti e due manifestanti sono stati leggermente feriti dalle pietre lanciate.

Il decreto che ha innescato la protesta al livello nazionale, è stato approvato dal governo martedì scorso."Abrogatela, poi andiamo via" gridavano i manifestanti ripetendo:"ladri, ladri." Molti sventolavano bandiere nazionali della Romania. "Abbiamo poche possibilità, ma è importante lottare," ha detto Gabriela Constantin, un architetto di 36 anni.

Se entra in vigore, come previsto, entro 10 giorni, il decreto potrà, tra le altre cose, legalizzare i reati di abuso di potere se il reato riguarda meno di 200,000 lei (48.000 dollari). Questo metterebbe la parola fine al processo in corso contro il leader del partito socialdemocratico Liviu Dragnea, che è stato accusato di usare la sua influenza politica per concedere un salario pubblico a due persone che hanno lavorato presso la sede del suo partito tra il 2006 e il 2013.

Dozzine di altre figure politiche, di tutti i partiti, trarrebbero beneficio da questo decreto. "Non capisco quali siano le motivazioni dei manifestanti," ha detto Dragnea ai giornalisti. Due partiti di opposizione, i liberali-centristi e l'Unione Salva Romania USR, hanno presentato una mozione di sfiducia, mercoledì, contro il governo con poche possibilità di successo.

Quando il Parlamento si è riunito per la sua prima sessione dell'anno, i parlamentari dell'USR hanno mostrato striscioni con scritto "Vergogna" e altri deputati dell'opposizione hanno urlato "Dimissione" o "Ladri". Il leu Rumeno è sceso del 1.4% contro l'euro a 4.5540, segnando il punto più basso da sette mesi a questa parte, mentre i rendimenti a lungo termine sono aumentati di 14 punti base.

UNA CORRUZIONE RADICATA

I socialdemocratici rumeni hanno nuovamente conquistato il potere nell'elezione di dicembre del 2016, un anno dopo averlo perso a seguito della grande protesta antigovernativa nata dopo l'incendio mortale, avvenuto in un locale notturno, le cui responsabilità erano emerse in affari di corruzione e impunità.

I procuratori anti-corruzione stanno attualmente indagando su oltre 2.000 casi di abuso di potere. Il Presidente Klaus Lohannis ha partecipato a una riunione di emergenza del CSM, comunicando ai giornalisti che: "Il problema è che non si può agire nel modo in cui il governo ha fatto in un Paese con vige lo stato di diritto. La lotta contro la corruzione deve essere aumentata, non annullata," ha detto il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e il suo vice in un comunicato ha ribadito: "Stiamo seguendo gli ultimi sviluppi in Romania con grande preoccupazione".

Sei paesi occidentali, tra cui la Germania e gli Stati Uniti, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta avvertendo che la mossa del governo minerebbe la reputazione internazionale della Romania e della sua posizione nella UE e nella NATO. Il decreto si applicherebbe alle indagini in corso, nonché ai nuovi casi. La negligenza criminale non sarebbe più un reato, e la definizione di conflitto di interessi sarebbe ridotto.

Lo scorso martedì, il governo ha anche approvato un progetto di legge che concederebbe una amnistia. La scusa è quella di portare il codice criminale in linea con le recenti sentenze della corte costituzionale e diminuire il sovraffollamento nelle prigioni, affermazioni che sono state contestate da molti magistrati di alto livello.


La foto della protesta è tratta da un reportage pubblicato sul New York Times.

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