I guai di Martin Schulz accusato di frode al Parlamento europeo

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di Isabella Adinofi, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Il Presidente del Parlamento europeo deve essere il più trasparente degli eurodeputati. Il suo comportamento deve essere improntato a regole etiche stringenti perché rappresenta tutto il Parlamento. Il MoVimento si è sempre battuto contro gli sprechi di denaro pubblico e per garantire la massima trasparenza nell'uso dei fondi e si è dotato di un codice di comportamento che va ben al di là delle responsabilità penali. Ci allarmano le accuse di frodi rivolte all'ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

I politici di professione non comprendono i problemi reali delle persone che non arrivano alla fine del mese e vivono completamente staccati dalla realtà. Per questo il MoVimento ha tra le sue regole quella del limite a due mandati e per la carica di presidente del Parlamento europeo aveva proposto il limite di un solo mandato. Schulz invece è proprio un caso di politico di professione, diventato politico nel lontano 1994 e, caso unico nella storia, ha ricoperto la carica di Presidente per 5 anni! La verità è che deve finire la logica spartitoria della grande coalizione alla quale prendono parte anche i gruppi più piccoli. Auspichiamo che il nuovo presidente Antonio Tajani faccia rispettare tutte le regole del caso e faccia anche la massima chiarezza sul passato".


traduzione dell'articolo pubblicato su Agenda Europe che riporta la notizia delle accuse a Martin Schulz.

"L'ex presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, adesso candidato del centro-sinistra SPD in Germania alla carica di Cancelliere Federale, è stato accusato di corruzione e clientelismo dal settimanale tedesco, Der Spiegel.

In un articolo pubblicato il 12 febbraio dal giornale Spiegel, Schulz è accusato di aver abusato del sistema durante i suoi cinque anni di presidente del Parlamento Europeo, garantendo pagamenti fraudolenti al suo addetto stampa, Markus Engels, ora amministratore della campagna elettorale di Schulz per le elezioni federali tedesche.

Secondo Der Spiegel, Engels era ufficialmente accreditato a Bruxelles come membro del gabinetto di Martin Schulz, come dichiarato nel sito ufficiale del Parlamento Europeo. Ma, in realtà, Engels lavorava presso l'Ufficio d'Informazione del Parlamento Europeo a Berlino. La differenza non è di poca importanza perché, secondo i regolamenti finanziari del Parlamento europeo, avere una "sede" a Bruxelles, anziché a Berlino, equivale a ottenere un extra stipendio di 840 euro al mese come benefit per coprire il costo della vita più alto di Bruxelles.

Ma questa avidità non è stata abbastanza per Schulz ed Engels, che sono andati oltre escogitando "missioni" fraudolente per Engels da Bruxelles a Berlino che gli avrebbero fruttato solamente nel 2012 ulteriori guadagni per 16.621 euro per i suoi discutibili 273 giorni di "missioni ufficiali", secondo i documenti finanziari interni del Parlamento europeo ottenuti da Der Spiegel.

Al termine dei cinque anni di Schulz alla guida del Parlamento europeo, il prepotente megalomane aveva raggirato l'amministrazione del Parlamento europeo in quello che sembra esser un fraudolento "concorso aperto", in modo da garantire che Engels fosse nominato a capo di una unita, costruita con il fine di creare il "Mini Parlamentarium Unit" a Berlino.

L'Ipocrisia di Martin Schulz è sorprendente. Scagliandosi contro le cosiddette "forze anti-europee" guidate da deputati come Nigel Farage dell'Ukip o Marine Le Pen del Front Nazional in Francia. Durante la sua presidenza, ha ordinato delle indagini ufficiali del Parlamento sui pagamenti del personale di questi due deputati arrivando a consegnare documenti ufficiali al corpo antifrode europeo all'OLAF, come nel caso di Le Pen. La Le Pen afferma che questa azione di Schulz ha violato la sua immunità parlamentare e la presunzione di innocenza e, per questo, ha fatto causa contro Schulz.

Alla luce di queste rivelazioni scioccanti, rimane da vedere se l'OLAF aprirà una indagine sugli affari finanziari di Martin Schulz durante i suoi cinque anni come Presidente del Parlamento. Il successore Antonio Tajani potrebbe anche ordinare ai servizi del Parlamento di condurre una propria indagine interna, anche se va tenuto conto che il Direttore Finanziario, responsabile di tali questioni, è Lorenzo Mannelli, nominato direttamente dal gabinetto di Martin Schulz. Lo stesso Mannelli in passato aveva gestito gli affari amministrativi e finanziari di Schulz.

Dato questo conflitto di interessi, una soluzione più trasparente sarebbe l'apertura di un'indagine da parte dell'OLAF. È esattamente il tipo di corruzione e clientelismo riferito oggi da Spiegel, che ha portato sempre più cittadini europei contro l'Unione Europea e li ha spinti tra le braccia dei partiti populisti, così Schulz definisce le forze "anti-europee".

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