Creiamo nuovi posti di lavoro con l'economia circolare

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di Sergio Ferraris, Direttore responsabile Quale Energia.

"Oggi si parla sempre più spesso di economia senza interrogarsi però sul quale tipo di economia vogliamo: quella lineare che concepisce le persone e le risorse come una cosa da sfruttare e da utilizzare in maniera infinita, o una più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Quest'ultima è l'economia circolare: l'input e l'output di materia e lavoro coincidono e si può sviluppare in maniera sostenibile senza i livelli di sfruttamento che vediamo oggi nell'economia classica.

VIDEO. Sergio Ferraris spiega cosa è l'economia circolare e come può portare centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Questo tipo di economia sta crescendo ma, senza l'aiuto dei cittadini, non può svilupparsi correttamente. Serve l'aiuto di tutti nell'utilizzo delle risorse, cosa estremamente importante in Italia dove c'è carenza di risorse naturali. Facciamo un esempio: prendiamo un oggetto, la cosa migliore che si può fare è quella di sceglierlo perché duri molto e che sia prodotto in Italia in maniera che quel prezzo pagato per produrlo contribuisca a sostenere le pensioni e il sistema sanitario nazionale dei cittadini. Questo oggetto, poi, deve essere gestito. Se si rompe sarebbe meglio ripararlo che comprarne uno nuovo. Se si ha un prodotto finito, come nel caso degli imballaggi, la cosa giusta è il riciclo per poterli riutilizzare. In Italia siamo lentissimi da questo punto di vista.

Prendiamo un oggetto comune come la lattina per le bevande. È fatta in alluminio. Sapete che negli ultimi tre anni tutto l'alluminio usato in Italia è stato riciclato? In Italia non si produce più alluminio primario e siamo bravissimi nel farlo. Produrre alluminio ricavandolo dalla bauxite fa consumare il 95% di energia in più rispetto alle operazioni necessarie al riciclo; senza contare che c'è il vantaggio che l'alluminio si può riciclare una infinità di volte. Il 75% dell'alluminio utilizzato oggi nel mondo esiste da oltre 130 anni, da quando, cioè, è nato il sistema di produzione dell'alluminio. L'alluminio si ricicla in modo naturale e le aziende sfruttano questa potenzialità perché scavarlo dalle miniere ha costi altissimi. Una lattina che oggi avete in mano, magari ieri era un pezzo di un aeroplano e domani potrebbe essere un pezzo della Stazione spaziale internazionale che è fatto in alluminio.

Come l'alluminio esistono altre materie che si possono riciclare moltissime volte: l'acciaio, le plastiche, la carta che ha sette cicli di vita prima che la sua fibra diventi troppo corta. Scegliere gli oggetti, tenerli bene, ripararli e inserirli nel circuito del riciclo è qualcosa che possiamo fare: questa è l'economia circolare. Non è solo una questione ambientale, ma è anche una questione sociale. Si può trattare un rifiuto solo vicino casa e nella comunità in cui si vive. Riciclare produce lavoro. Non si può mandare una materia da riciclare in Cina perché i costi sarebbero troppo alti. Ecco che allora si potenziano le economia locali. Questa attenzione per gli oggetti fa bene anche dal punto di vista economico perché si produce lavoro. Questo è un aspetto poco raccontato dell'economia circolare. Si pensa sempre ai vantaggi ambientali, alla minore produzione di Co2, ma l'economia circolare produce anche lavoro nelle comunità locali. Riciclare, riusare, è un piccolo gesto di attenzione che, se moltiplicato a livello collettivo, può diventare un grande gesto per il benessere di tutti.

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