Lettera al governo israeliano: lavoriamo insieme per la pace

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di Rosa D'Amato, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

La delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha sottoscritto una lettera inviata al Ministro Israeliano dell'Immigrazione e a tutti i Membri della Knesset in cui si esprime preoccupazione per la decisione di legalizzare gli insediamenti di circa 4.000 case di coloni costruite su terreni privati Palestinesi. Questa decisione va in senso opposto alla ricerca della pace che israeliani e palestinesi devono perseguire con tutti i mezzi. Ecco la lettera che Rosa D'Amato e Martina Anderson (GUE) hanno scritto a nome di 68 deputati europei.


"Con questa lettera aperta, noi firmatari desideriamo esprimere ai membri della Knesset e al Governo Israeliano la nostra più profonda preoccupazione per la cosiddetta "Proposta di regolarizzazione". Mercoledì 7 dicembre 2016, la Knesset ha approvato in prima lettura la nuova proposta di legge per riconoscere gli insediamenti esistenti in Cisgiordania.

Se la proposta diventerà legge, la Knesset darà il via libera ad un'appropriazione illegale dei terreni, aprendo così la strada ad Israele per il riconoscimento di circa 4.000 case di coloni costruite su terreni privati Palestinesi. E' anche importante ricordare che l'attuale diritto interno israeliano considera questi insediamenti non autorizzati, la maggior parte dei quali sono stati costituiti su terre private palestinesi, come illegali. Il più ovvio esempio è una recente sentenza della Corte Suprema Israeliana che decreta che l'insediamento Amona debba essere evacuato entro il 25 Dicembre.

Inoltre, il diritto internazionale proibisce alle forze occupanti di confiscare proprietà private e di trasferire la sua popolazione civile in territori occupati. Ciò che Israele sta cercando di fare è una palese violazione della IV Convenzione di Ginevra del 1949. L'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, Federica Mogherini, durante il recente dibattito svoltosi durante l'Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo sulla Cisgiordania e gli insediamenti illegali, ha detto:

"La cosiddetta proposta di regolarizzazione, che è passata in prima lettura alla Knesset, permetterebbe la legalizzazione ex-post degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Sostanzialmente, permetterebbe la confisca di legittime proprietà private dei proprietari terrieri palestinesi in Cisgiordania a beneficio dei coloni. Questo significherebbe oltrepassare un nuovo limite, anche per la legge israeliana, sugli insediamenti intrapresi in Cisgiordania. Significherebbe inoltre l'esatto opposto di ciò che il Quartetto ha invocato, ossia la soluzione dei due Stati."

Secondo il rapporto di Peace Now, la legge di regolarizzazione porterebbe a:

-  La legalizzazione di 3.921 unità abitative israeliane in avamposti ed insediamenti su terre private palestinesi;
L'espropriazione di 8.183 dunum (circa 800 ettari) di terra;
La legalizzazione di 104 avamposti ed insediamenti ad est del tracciato previsto per la barriera;
-  La legalizzazione di 23 avamposti ed insediamenti all'interno del tracciato previsto per la barriera;
-  La legalizzazione di 55 insediamenti illegali su terre private palestinesi.


I sottoscritti firmatari condannano questa nuova violazione del diritto internazionale. Esortiamo la Knesset ad astenersi dal perseguire questo corso di azioni che minerebbe la fattibilità della soluzione dei due Stati. La proposta di regolarizzazione implicherà una nuova violazione dei diritti dei Palestinesi all'autodeterminazione e alla proprietà. 
Ricordiamo che Israele e l'Unione Europea sono legati da un Accordo di Associazione, che è soggetto al rispetto per i diritti umani e i principi democratici. Crediamo che Israele dovrebbe essere pienamente coerente con i principi sanciti dall'Accordo e non dovrebbe perpetrare la deliberata violazione del diritto internazionale dei diritti umani. Distinti saluti,

Rosa D'Amato e Martina Anderson, a nome di 68 firmatari membri del Parlamento Europeo".

SCARICA LA LETTERA IN INGLESE CON L'ELENCO DI TUTTI I DEPUTATI EUROPEI CHE L'HANNO SOTTOSCRITTA.

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