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"L'Europa sbaglia se pensa di poter influenzare il voto popolare. Non ha alcuna legittimazione democratica, i membri del Consiglio sono i capi di Stato mentre la Commissione europea è nominata dagli organi governativi, che io sappia non c'è stata alcuna costituente europea. Quindi l'Europa non ha alcuna legittimità politica. Il Parlamento europeo che dovrebbe essere l'unico ad averla, ma questo la gente non lo sa, non ha alcun potere. Infatti non si parla di leggi europee, ma direttive europee o regolamenti. Giuridicamente di possono abbandonare, ad eccezione del Trattato di Maastricht. Mentre i regolamenti come il 3% o il Fiscal Compact, che è una follia, sì. Sono frutti dell'ordoliberismo anche se la gente non sa più cos'è. Queste idee erano di una minoranza, il contrario del liberalismo è mettere in una costituzione quale deve essere la forma della politica economica e negare la democrazia. Noi abbiamo messo nella Costituzione, seguendo quella tedesca che è antidemocratica e antiliberale per eccellenza, che non dobbiamo fare debito pubblico. Ma non se n'è accorto nessuno. Cosa c'importa del deficit, il Giappone ha il 250% del debito pubblico ma il 3% di disoccupazione, io mi tengo il secondo dato. Certo che una volta persa la sovranità monetaria, se non mi comprano i titoli di Stato vado in default. Ma se posso stampare moneta o se funzionasse una forma simile a quella degli Stati Uniti tutto cambia: moneta unica ma libertà di default o libertà di aiuto".

Perché il PD vota al Parlamento europeo nella direzione dell'austerità?
"Sbagliano. Questo partito ha una falsa coscienza di sé, e non ha una teoria economica. Ha sposato le teorie dell'ordoliberalismo. Terribili e neoliberali che stanno distruggendo l'economia italiana e dell'Europa".

La visione economica di questa Europa è solo di matrice tedesca?
"Si, solo che loro l'hanno camuffata e la chiamano economia sociale di mercato. Ma non c'è un testo su quest'ultima, ma un libro di un sociologo. È l'economia ordoliberista tedesca: né debito pubblico né intervento pubblico. Ma il mondo è sempre andato avanti così. Poi loro lo fanno, perché hanno speso 250 miliardi prima del 2008 per salvare le banche. Hanno nazionalizzato due volte la Commerzbank, si governa con la menzogna. E gli altri stanno li a sentirla. Se lo fa Monti sappiamo tutti da dove viene, si è incontrato con un personaggio come Napolitano che tutto è stato meno che un presidente della Repubblica indipendente, autorevole e legato al proprio Paese. Quindi c'è stato un colpo di Stato contro Berlusconi che non era più gradito. Ma scordiamoci il passato. Quali sono stati i periodi nei quali siamo cresciuti del 6-7%? Quando c'era l'impresa pubblica, quella mista. Ma in tutto il mondo c'è l'impresa mista. Le tigri asiatiche erano tutte pubbliche".

Perché abbiamo svenduto la nostra industria pubblica?
"Non abbiamo deciso noi, ma una casta rappresentata dai suoi intellettuali cosmopoliti e da una destra, quella berlusconiana, che si sono unite. Noi siamo entrati nella globalizzazione in modo subalterno, non autonomo. Ricordi sempre che chi ha provocato i drammi della liberalizzazione sregolata sono stati Blair e Clinton, è stata la sinistra che ha tradito il suo popolo. Perché governata dalla finanza, la finanza era di sinistra e l'industria di destra. Thatcher e Reagan rispetto ai primi due erano delle mammolette. Non hanno fatto i danni che hanno fatto quei due cavalieri dell'apocalisse. Soprattutto sul mercato del lavoro, con le teorie del neoschavismo. Come si fa a parlare di capitale umano quando tieni uno sei mesi e poi lo mandi via? O adesso danno i voucher, è la prima volta che il capitalismo incorpora dei meccanismi di formazione economica e sociali come lo schiavismo. Qui non si comprano le ore di lavoro, ma la vita delle persone. Questo l'ha fatta gente di sinistra o presunta tale. In Italia i vari giuslavoristi, complimenti".

Una banca pubblica potrebbe essere una prima soluzione?
"Prima bisogna avere un'idea chiara sull'Euro, se lo riformiamo e altro. Queste cose sono molto delicate, bisogna farle con perizia tecnica. Certo, bisogna riformare lo statuto della BCE in modo completo, ovvero farla diventare come la Federal Reserve. Dovremmo avere una rappresentanza dei singoli Stati all'interno, se la vogliamo ancora mantenere. Non ci sarebbe nulla di male nel tornare alle banche nazionali centrali. Anzi, dal punto di vista della regulation sarebbe anche meglio. Forse dovremmo pensare a un sistema misto, ma la Germania non vuole. Loro hanno uno spirito di dominio, credono di aver ragione. Sarà molto dura convincerli".

Non conviene iniziare a pensare ad un'uscita ordinata dalla moneta unica?
"Questa è un'ipotesi. L'importante è che si cominci a pensare ordinatamente. Non è detto che alla fine si decida di uscire, dopo la Brexit s'imponeva una riflessione scientifica e politica. La maggioranza di queste persone, gli scienziati, non hanno ambizioni ma amano l'umanità e il loro Paese. Cosa che i burocrati di Bruxelles non fanno, nemmeno sono venuti per il terremoto".

Come vede il futuro dell'Europa?
"Sono molto preoccupato per la situazione economica e per la rinascita del neofascismo e del neonazismo. Io vi ammiro perché sono nato e vissuto quando c'erano i profeti del '68, per colpa loro ho vissuto sei mesi fuori casa. Voi non dite alla gente di sparare, ma di farsi eleggere nei comuni e nei parlamenti. E questo è un ruolo impagabile che svolgete. Perché allora quel vuoto non lo colmi nessuno, stare vicino a chi non ha speranza. Io questo ve lo riconosco in pieno".

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