Il futuro dell'energia passa dall'Europa

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di Dario Tamburrano, EFDD - M5S Europa

Lo scorso mercoledì 30 novembre la Commissione Europea ha adottato un pacchetto mastodontico che modificherà il panorama energetico europeo per i prossimi 15/20 anni. È composto da 13 testi legislativi tra regolamenti, direttive e decisioni, il tutto condito da 24 tra comunicazioni, linee guida, studi, report e inchieste. Lo slogan "Energia pulita per tutti gli europei: liberare il potenziale di crescita dell'Europa" non promette bene, ma non corriamo a conclusioni affrettate. Ci sono circa 4.400 pagine da studiare.

Tra i documenti più importanti troviamo:
- Revisione della direttiva sull'efficienza energetica verso il 2030;
- Revisione della direttiva sulle prestazione energetica nell'edilizia;
- Revisione della direttiva sulle energie rinnovabili verso il 2030;
- Regolamento per la governance dell'unione dell'energia;
- Revisione del regolamento sul mercato interno dell'elettricità;
- Revisione della direttiva sulle regole comuni del mercato interno dell'elettricità;
- Nuovo regolamento sulla preparazione al rischio nel settore dell'energia elettrica;
- Piano di lavoro per l'eco-design 2016-2019
.

Questi testi ora sono nelle mani di Parlamento europeo e Consiglio per un processo legislativo intenso e pieno di sfide, che durerà almeno un paio di anni. È fondamentale che il Movimento 5 Stelle faccia sentire la propria voce forte e chiara anche a livello europeo, poiché qui si decideranno le sorti del panorama energetico italiano. Continuerò ad essere il referente del tema energia a Bruxelles e insieme agli altri portavoce lavoreremo per mettere al centro la transizione energetica verso un sistema quanto prima basato al 100% su rinnovabili, per il bene del clima, delle comunità e dei cittadini.

Ci aspettano lunghe e intense battaglie per le quali tutta la vostra attenzione sarà fondamentale per aiutarci a contrastare le grandi lobby che sicuramente lavoreranno con immense risorse per tirare il freno a mano di un cambiamento che non solo è necessario, ma imperativo se vogliamo continuare a chiamarci "esseri viventi" su questo pianeta. Infatti, secondo i primi riassunti giornalistici in circolazione, il pacchetto non solo è cauto e non ambisce alla trasformazione radicale del sistema, ma conferma alcune delle porcate che addirittura peggiorano lo status quo, come già alcuni "leak" facevano presagire.

Per esempio parlando di rinnovabili, la priorità di dispacciamento per i nuovi impianti rinnovabili viene praticamente eliminata, mentre rimangono bellamente in vita delle forme di finanziamento a nucleare, gas e carbone, chiamate "capacity payments". Tradotto: sprecare i nostri soldi per salvare il vecchio inquinante e inefficiente sistema invece di incentivare le rinnovabili, che a condizioni di mercato eque, sorpasserebbero di gran lunga le vecchie fonti.

Come inizio è inaccettabile. Ma qualcosa di positivo s'intravede. Viene infatti riconosciuto il diritto alle comunità dell'energia locali (organizzazioni non profit e PMI che rispondono a particolari requisiti) di produrre, consumare, stoccare e rivendere la propria energia da fonti rinnovabili. Questo in linea con alcune delle nostre richieste accolte dal Parlamento quest'estate.

In attesa di analizzare e metabolizzare le 4.400 pagine è perfino difficile esprimere un riassunto compiuto e non solo una valutazione generale, perché le proposte legislative sono fra loro fortemente intrecciate e ciascuna tratta un aspetto particolare di tematiche trasversali. Rimanete comunque collegati perché nella mattinata di martedì 13 dicembre a Strasburgo avremo il primo confronto con la Commissione e non mancheremo di iniziare a fare la lista delle cose per le quali ci batteremo.

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