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Dopo mesi di pressioni sulla Commissione europea, il Movimento 5 Stelle riesce ad ottenere la pubblicazione della sentenza sulla manipolazione dei tassi Euribor. Si tratta di una rivelazione che renderà giustizia a tutti i possessori di prodotti indicizzati all'Euribor (tra cui mutui) tra il 2005 e il 2008. Questi cittadini potranno finalmente presentare nei tribunali la dichiarazione ufficiale dell'esecutivo comunitario, dove viene riportata nero su bianco la colpa degli istituti di credito. I ricorsi erano infatti bloccati da tre anni perché il tanto agognato testo veniva occultato, ora c'è l'ufficialità: è avvenuta una truffa operata da alcuni gruppi a danno dei cittadini.

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La dichiarazione dell'antitrust UE parla chiaro, ad essere coinvolti sono diversi grandi istituti di credito che hanno deliberatamente creato un "cartello": Barclays plc; Barclays Bank plc; Barclays Directors Limited; Barclays Group Holdings Limited; Barclays Capital Services Limited; Barclays Services Jersey Limited; Deutsche Bank AG; Deutsche Bank Services (Jersey) Limited; DB Group Services (UK) Limited; Société Générale; The Royal Bank of Scotland Group plc; The Royal Bank of Scotland plc.

È fondamentale sapere che il "cartello" ha trasceso i confini. Ne deriva che tutti i cittadini europei detentori di questi prodotti - come dicevamo, nessuno escluso - sono stati ingannati e hanno diritto al risarcimento. La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager, in risposta a numerose azioni di pressing da parte del Movimento 5 Stelle in Europa - per ultima una lettera informale del 13 ottobre scorso -, ha pubblicato la versione non/confidenziale della decisione del 2013. Come si legge, le banche vengono condannate al pagamento di una multa di 1,7 miliardi di Euro.

Nella lettera (qui la risposta), che è stata preceduta da interrogazioni e interventi nelle commissioni parlamentari competenti, si chiedeva di spiegare quali motivi impedissero la pubblicazione di una versione anche non integrale, ovvero non-confidenziale (senza le informazioni sensibili e riservate la cui pubblicazione rischia di pregiudicare le indagini ancora in corso). Veniva anche denunciato il rifiuto di pubblicare la decisione di condanna stessa, che bloccava ingiustamente tutti i ricorsi per il risarcimento da parte dei soggetti colpiti dalla violazione della concorrenza.

In mancanza di accesso agli elementi di prova, infatti, i tribunali civili nazionali non avevano gli strumenti per procedere all'esame dei ricorsi che sono stati depositati. Ecco perché stiamo parlando di un documento cruciale per dare il via libera alle azioni di rimborso. La decisione condanna le banche di cui sopra nell'ambito della procedura di transazione (una sorta di patteggiamento), mentre altre banche hanno deciso di non collaborare. Su queste sono tutt'oggi in corso altre indagini.

Il portavoce Marco Valli in commissione con Margrethe Vestager:

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