Glifosato, ora la Corte di Giustizia vuole trasparenza

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La Corte di Giustizia dell'UE smonta l'EFSA e prosegue la commedia tragicomica del glifosato. Lo scorso 23 novembre è stata accolta la richiesta (qui il documento) di Greenpeace e del Pesticide Action Network (PAN) Europe, che stabilisce come i test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli dei pesticidi debbano essere resi pubblici.

Il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo - dopo la pubblicazione dei dati EFSA sul glifosato (risultati che tendevano a scagionare il pesticida contraddicendo lo IARC) - aveva denunciato l'enorme conflitto d'interessi che sta alla base di alcune valutazioni: le analisi comprendevano dati forniti dalle stesse aziende che producono i pesticidi. Nel caso del glifosato, quindi, dalla Monsanto. È inammissibile considerare che i test di valutazione sulla sicurezza delle sostanze analizzate siano effettuati dalle stesse aziende che dovrebbero essere monitorate.

Questa sentenza stabilisce come le autorità siano obbligate a pubblicare tutti gli studi utilizzati per le valutazioni del rischio pesticidi e le loro fonti. Non sarà più ammissibile coprirsi dietro la segretezza sbandierata per proteggere oscuri interessi commerciali delle aziende. Questo atto di trasparenza dovrà essere eseguito in automatico e non solo a seguito di richieste di accesso ai dati.

Il quadro istituzionale si aggrava ulteriormente se consideriamo come, nel lontano marzo 2016, la stessa EFSA dichiarava come mancassero i dati necessari per escludere che il glifosato fosse o meno un interferente endocrino. Alla luce del principio di precauzione e nel quadro delle regole UE, inoltre, il Mediatore Europeo aveva ruvidamente strigliato la Commissione Europea per l'abitudine di approvare i prodotti fitosanitari anche quando mancano dati sulla loro sicurezza.

La portavoce Eleonora Evi: "Il Movimento 5 Stelle, come sosteneva ormai un anno fa, chiede che le fonti degli studi EFSA vengano rese pubbliche. L'agenzia aveva rimesso in discussione la cancerogenicità del pesticida, sbilanciando il giudizio delle istituzioni e giustificando le azioni di alcuni gruppi politici al Parlamento europeo. È arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte, al fine di fare luce sul ruolo dell'EFSA e per salvaguardare la salute, quindi il futuro di generazioni di cittadini europei".

Video archivio (marzo 2016). La denuncia dei portavoce:

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