Gli abusi dello Jugendamt tedesco non possono più essere taciuti

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di Eleonora Evi, EFDD - Movimento 5 Stelle Europa

Lo Jugendamt è un problema che l'Europa deve risolvere. Esiste addirittura una guida, patrocinata dall'ambasciata italiana a Berlino, che a pagina 14 mette in guardia sull'operato di questo mostro a due teste. Stiamo parlando di una "sorta" d'istituzione (tedesca) che funziona come "terzo genitore" di ogni bambino che risiede in Germania. Interviene d'ufficio in ogni procedimento nel quale sia coinvolto un minore, indica al giudice la decisione da prendere (e redige quelle stesse valutazioni che permetteranno poi al giudice di far carriera o meno). In tribunale è parte in causa, alla stregua dei genitori, e se il giudice decide diversamente dalle indicazioni dello Jugendamt, quest'ultimo può appellare la decisione. In quanto espressione dell'amministrazione dello Stato, è preposto a far sì che nessun minore lasci la giurisdizione tedesca.

Il Movimento 5 Stelle ha voluto riaccendere il faro su questa problematica al Parlamento europeo. In commissione petizioni il "Gruppo di Lavoro sul Benessere dei Minori" che presiedo ha avuto modo d'interrogare direttamente lo Jugendamt: sono state chieste delucidazioni sull'organizzazione (della collaborazione di quali associazioni si avvale, quanti dipendenti impiega e di quale budget annuale dispone). È stato chiesto conto della statistica ufficiale (mai pervenuta) relativa al numero di minori oggetti annualmente di provvedimenti dello Jugendamt. Abbiamo anche domandato in quale momento del procedimento lo Jugendamt rimette al giudice la sua "raccomandazione" che, come è stato evidenziato da più parti, il giudice non potrà che seguire.

Come riportato dalla dott.ssa Marinella Colombo, il "bene del bambino" è inteso da questa amministrazione (e dunque dai tribunali tedeschi) non come lo intendono i restanti paesi dell'Unione, ma come il "bene della comunità dei tedeschi attraverso il bambino". I bambini sono il futuro della nazione, sono oggi fonti di introiti e domani, nel caso dei bambini binazionali, beneficiari di eredità e immobili negli altri paesi dell'Unione. Si registrano sempre più numerosi i casi non solo di coppie binazionali che si separano e i cui figli vengono sempre collocati presso il genitore tedesco (il fatto di essere tedesco e di assicurare dunque la permanenza del bambino in Germania, lo rende il genitore "prescelto"), ma anche di coppie di nostri connazionali che si recano in Germania per lavoro e poco dopo si vedono sottrarre i figli con sospetti e accuse nella più totale mancanza di riscontro oggettivo.

Ulteriore elementi al vaglio hanno riguardato le audizioni dei minori in Germania nell'ambito dei processi sulle questioni familiari, esperibili sin dall'età di tre anni del minore, in difformità con quanto avviene in altri Paesi europei. Nonché come tali interviste avvengano in assenza di registrazioni, con l'impedimento tanto per i genitori quanto per gli avvocati di parte di assistervi. I genitori riceverebbero esclusivamente un breve sunto. Abbiamo preteso chiarimenti sul fatto che il riconoscimento di decisioni giudiziarie emesse all'estero sia sistematicamente rifiutato dalle autorità tedesche nei casi in cui il minore non sia stato ascoltato (anche nella situazione in cui esso sia molto piccolo).

Come è evidente, questo ente è motivo di grande preoccupazione in tutta Europa perché, con i poteri che gli sono attribuiti e per le pratiche che adotta, stravolge le finalità perseguite dai regolamenti UE correlati alla tutela dei minori che dovrebbero essere, come previsto dai Trattati, di  applicazione generale in tutta l'Unione. Ma che in Germania, proprio per le tipicità dello Jugendamt, vengono di fatto completamente trascese. Lo Jugendamt è bersaglio di numerose critiche anche da parte degli stessi cittadini tedeschi, i quali mal sopportano l'ingerenza dell'amministrazione pubblica nel diritto alla vita privata e familiare, la cui tutela è sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e in numerose convenzioni internazionali.

Le risposte a tutte queste perplessità sono state, come spesso avviene al Parlamento europeo, evasive e inconcludenti. I rappresentanti dello Jugendamt presenti hanno utilizzato giri di parole per non prendersi alcuna responsabilità, questo è inaccettabile visto anche il numero di cittadini coinvolti e petitioner presenti all'audizione. Noi non molliamo, la commissione petizioni ha deciso di reindirizzare allo Jugendamt le stesse domande in forma scritta. Abbiamo il dovere di fare luce sul funzionamento di questo presunto ente che continua a generare così tanta sofferenza in Europa.

Video archivio, ottobre 2016. L'intervista all'esperto Francesco Trapella:

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