Trasparenza sui dati sulla pesca

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di Marco Affronte, Movimento 5 Stelle Europa


Chiedere e pretendere trasparenza sui dati sulla pesca è un atto di amore verso il nostro mare. Solo dalla raccolta precisa e puntuale dei dati sulla pesca (catture, acquacoltura, commercio, aiuti comunitari, industria della trasformazione, flotta e consumi) si possono mettere in campo politiche efficaci nella lotta a predatori e lobby dell'industria alimentare e per garantire, così, una gestione sostenibile delle risorse.

Il Movimento 5 Stelle ha la straordinaria occasione di condurre i negoziati del Parlamento europeo con Commissione e Consiglio su questo dossier: decidere quanto e come si pesca deve essere fatto sulla base di conoscenze precise e scientifiche sulle risorse disponibili. Un primo importante successo è stato raggiunto: questi dati saranno trasparenti e a disposizione di tutti i cittadini consapevoli che vogliono conoscere, verificare...e denunciare se qualcuno sta compromettendo le risorse marine. Il portavoce Marco Affronte, relatore sulla raccolta dati di pesca, spiega come stanno andando i negoziati.


"Dopo la pausa estiva, e i rallentamenti dovuti alle modifiche al calendario nel post-Brexit, c'è stato un nuovo incontro a tre fra Parlamento - Commissione - Consiglio. Sul tavolo c'erano tre questioni prioritarie aperte, che contiamo di chiudere positivamente. La prima, sulla quale abbiamo raggiunto un'intesa di massima, è che i dati saranno pubblici. Ho personalmente insistito molto affinché ad accedervi possa essere qualunque cittadino e ho ricevuto rassicurazioni in tal senso. È una nostra vittoria importante, anche se l'accesso sarà a seguito di richiesta. Non è stato invece possibile garantire la pubblicazione su internet.

Ma quali dati dovranno essere inclusi? Su questo punto è in corso un braccio di ferro fra Commissione e Consiglio: la prima, che fornisce la gran parte del budget, vuole poter decidere di volta in volta cosa chiedere agli Stati Membri. Il secondo - anche se "paga" solo una parte del lavoro - non ha intenzione di cedere e vuole mantenere sovranità decisionale.

Stiamo lottando inoltre - e qui veniamo al terzo punto - perché almeno i dati sull'impatto ambientale relativi alla pesca ricreativa e all'acquacultura siano raccolti e utilizzati. Non possiamo certo ignorare quanto siano importanti, e in crescita, questi due settori. I pescatori "della domenica", ad esempio, pescano un terzo del merluzzo del Mar Baltico: non possiamo permetterci che siano esclusi dai conteggi delle quote effettivamente pescate. Il settore dell'acquacultura è in forte espansione e di crescente impatto ambientale. Anche se gli Stati Membri esprimono, attraverso il Consiglio, contrarietà, la posizione del Parlamento è quella di esigere i dati ambientali relativi.

Questo e' un dossier molto tecnico e poteva apparire ai più di facile soluzione; ma non c'è mai nulla di facile quando ci sono degli interessi economici in gioco e se si tratta di mettere d'accordo le tre istituzioni europee (Consiglio, Commissione e Parlamento). Le negoziazioni proseguiranno, con altre due date già pianificate, da qui a metà ottobre. Vi terremo aggiornati".

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