Terremoto, ricostruiamo anche l'identità culturale

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di Isabella Adinolfi, portavoce M5S al Parlamento europeo

La Commissione ha presentato ieri una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio per la designazione del 2018 quale anno europeo del patrimonio culturale. L'obiettivo è mettere in evidenza il ruolo del patrimonio culturale dell'Europa nel promuovere la consapevolezza di una storia e di un'identità condivise. L'Italia, da questo punto di vista, è senza ombra di dubbio leader a livello mondiale. Il terremoto del 24 agosto scorso però - una tragedia immane che ha colpito il centro della Penisola -, ha scosso il cuore del Paese. Specialmente perché molti Comuni, come vi abbiamo spiegato, non possono usare i fondi strutturali a causa dei tagli e quindi all'impossibilità di accedere al cofinanziamento.

Oltre alla tragedia che parla di vite spezzate e in sospeso nell'incertezza, il Bel Paese ha anche il dovere di non dimenticarsi della sua identità. Col terremoto sono state danneggiati almeno 293 beni culturali, di cui 50 gravemente compromessi o addirittura crollati. Il patrimonio artistico contribuisce in maniera determinante alla formazione della nostra identità di cittadini europei e appartiene a tutti e 28 gli Stati membri. Come tale va tutelato e protetto.

Tibor Navracsics, Commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: "Il nostro patrimonio culturale è non solo la memoria del nostro passato, ma anche la chiave del nostro futuro". Sulla base di queste motivazioni, la portavoce Isabella Adinolfi ha chiesto, con un'interrogazione, se la Commissione europea intende agevolare la ricostruzione del patrimonio che è stato danneggiato dal sisma, scorporando, ad esempio, dai vincoli di bilancio le spese che l'Italia dovrebbe erogare per i lavori di ristrutturazione.

I Comuni colpiti non possono sostenere da soli il peso della ricostruzione e, ancora di meno, le immense risorse che occorrono per "garantire" il patrimonio artistico italiano (il più grande del mondo: oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco). Patrimonio che certo non può sottostare agli assurdi diktat della finanza europea. Il rischio è che con tali vincoli il Bel Paese si trovi nell'impossibilità di affrontare il recupero dei centri storici e dei beni culturali colpiti dal sisma, creando un danno a tutta l'Europa.

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