L'olio italiano non si difende così: fischi alla Coldiretti

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di Ignazio Corrao, Movimento 5 Stelle Europa

L'agricoltura italiana è in ginocchio. La produzione è crollata del 38% e i prezzi sono aumentati del 14%. Questi dati non sono una sorpresa, purtroppo. Sono il risultato di politiche che il Movimento 5 Stelle ha sempre denunciato. Politiche che stanno uccidendo il Made in Italy: l'invasione dell'olio tunisino, la contraffazione, l'emergenza xylella, la concorrenza sleale, la mancanza di trasparenza nelle etichette, le truffe dei grandi marchi industriali. Gli agricoltori sono in ginocchio, mentre gli affari dell'industria alimentare aumentano. A queste condizioni per molti piccoli agricoltori non conviene più raccogliere le arance o le olive dagli alberi. Questo fenomeno dell'abbandono delle terre rischia di estendersi anche ad altre produzioni. E mentre il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo fa propaganda per il referendum costituzionale di Boschi, Renzi e Verdini, il Movimento 5 Stelle è al fianco di tutti gli agricoltori che stanno soffrendo le pene dell'inferno. Al Parlamento europeo e in tutte le Istituzioni stiamo portando la loro voce.


VIDEO. Il segretario della Coldiretti fa propaganda per Renzi e viene subissato di fischi. Il Movimento 5 Stelle è al fianco di tutti gli agricoltori che stanno soffrendo questa crisi infinita.




di Ignazio Corrao

"Non bastava l'invasione approvata lo scorso anno dell'olio tunisino nel mercato europeo. La nostra produzione oggi è sempre più a rischio vista la storica carestia dei raccolti che ha registrato un crollo significativo del 38% sul territorio nazionale. Nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10% mentre al centro del 29%. La Sicilia, nostro malgrado, è la regione che ha registrato l'arretramento più evidente, circa il 42 per cento, pur rimanendo al terzo posto dopo Puglia e Campania come quantità di raccolto. 
 
Nonostante le attuali circostanze, l'Italia rimane il secondo produttore mondiale nel 2016/17 (la Spagna si conferma leader del settore). Questa posizione di prestigio è dunque minacciata se non saranno al più presto adottate efficaci misure di protezione e innovazione, non solo volte alla riduzione di attacchi parassitari di origine naturale, ma soprattutto alla riduzione e possibile eliminazione di quei ben più gravi attacchi di natura umana che possono essere per lo più riassunti sotto i nomi di concorrenza sleale, speculazione e mancanza di trasparenza in etichetta.
 
La carenza di prodotto infatti aumenta non solo il prezzo (che si prevede in forte rialzo), ma anche il rischio di contraffazioni! Difatti già si denuncia il fatto che nelle bottiglie riempite a livello nazionale, in due casi su tre, esse contengono prodotto straniero. Va messo in evidenza a tal proposito che sono quadruplicate le frodi nel settore degli oli e dei grassi con un incremento record del 278 per cento del valore dei sequestri di questi prodotti perché adulterati, contraffatti o falsificati nel 2015.
 
Tra le frodi più comuni, ci sono la vendita di olio straniero come Made in Italy, ma diffuso è anche il confezionamento di olio di semi che viene spacciato come extravergine! Oltre ai classici inganni in etichetta con indicazioni false. L'attenzione sulla tematica deve rimanere altissima! Non possiamo permetterci di far crollare uno dei settori più importanti della nostra produzione d'eccellenza! Da parte mia non smetterò in alcun modo a continuare a lottare qui a Bruxelles in difesa del nostro olio e della sua qualità! Chissà se ora l'Unione Europea penserà a qualche misura di sostegno immediato nei confronti degli agricoltori italiani così come la Mogherini lo è stata nei confronti dei Tunisini..."

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