Il Movimento 5 Stelle sostiene #TaxJustice

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di Marco Valli, Movimento 5 Stelle Europa

Questo post costituisce un contributo al Tax Justice Blogging Day, una giornata internazionale di sensibilizzazione sulle tematiche di giustizia fiscale coordinata in Italia da Oxfam.


"Il Movimento 5 Stelle aderisce al Tax Justice Blogging Day perché l'iniziativa fa parte di una battaglia comune volta a denunciare l'intollerabile ingiustizia dell'attuale sistema fiscale. Vogliamo mantenere alta la pressione dei cittadini sulle Istituzioni affinché mettano in campo azioni concrete ed efficaci per contrastare le pratiche fiscali dannose perpetrate dalle multinazionali e dai super ricchi.

A quasi due anni dall'inizio dello scandalo Luxleaks nulla è stato fatto: il grande impegno per la linea dura contro gli abusi fiscali e la massima trasparenza - proclamato solo a parole dalla Commissione europea - nel migliore dei casi si è tradotto in misure controverse e del tutto inefficaci improntate a una finta trasparenza che mantiene le informazioni fiscali protette dallo scrutinio pubblico dei cittadini e della società civile.

Non c'è molto da sorprendersi, visto che a guidare la lotta europea all'elusione fiscale c'è l'istituzione capitanata proprio da chi per vent'anni, in qualità di primo ministro del Gran Ducato del Lussemburgo, ha firmato accordi segreti con le multinazionali per attrarre enormi risorse sottraendole ad altri Stati membri.

A partire dalla presentazione della mozione di censura nei confronti della Commissione Juncker, il Movimento 5 Stelle non ha mai smesso di sottolineare la necessità di fare piena luce sulle palesi e gravi responsabilità politiche delle istituzioni europee e degli Stati membri che - direttamente o indirettamente - si sono resi complici delle multinazionali e della grande evasione, bloccando ogni serio tentativo di riforma del sistema fiscale.

Purtroppo non è stato possibile andare sino in fondo e sancire tali responsabilità in modo inequivocabile con prove alla mano, perché i principali gruppi politici PPE e S&D hanno fermamente osteggiato la proposta di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta dotata di veri e propri poteri di indagine, sostenuta invece dal Movimento 5 Stelle, preferendo al contrario una Commissione impotente e incapace dunque di ottenere le informazioni e i documenti più preziosi e rilevanti.

Ecco le battaglie del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo sui temi fiscali.

LA BATTAGLIA CONTRO I PARADISI FISCALI
Rendere il fisco più equo significa mettere le mani nel sistema bancario che facilita e alimenta le pratiche fiscali dei paradisi fiscali. Il Movimento 5 Stelle propone la piena trasparenza e tracciabilità di tutte le transazioni bancarie attraverso l'imposizione di regole più stringenti che non offrano la possibilità di scappatoie. Bisognerebbe, inoltre, imporre sanzioni severe e dissuasive sino al ritiro della licenza bancaria nei confronti di quelle banche che operano con i paradisi fiscali e si rendono complici di abusi e pratiche elusive.
L'Unione europea non può tollerare i paradisi fiscali dentro casa. Così facendo rinnega quel bel progetto di integrazione basato sulla leale cooperazione tra Stati e la concorrenza tra imprese. Per la Commissione Juncker questo non è un problema, visto che la nuova lista nera dei paradisi fiscali stilata dalla Commissione non include alcuno Stato membro. Come se nulla fosse mai successo.

LA BATTAGLIA PER LA TRASPARENZA
Il Movimento 5 Stelle lotta per la massima trasparenza fiscale volta a garantire il pieno accesso pubblico, senza condizioni, alle informazioni relative, per esempio, alle tasse effettivamente pagate dalle società, ai tax rulings, e ai beneficiari effettivi di beni e società. È un passaggio essenziale per togliere terreno fertile alla grande evasione, che si è espansa proprio grazie all'opacità delle transazioni bancarie e agli accordi segreti stretti con i paradisi fiscali.

LA BATTAGLIA PER UN FISCO EQUO
Lottiamo per introdurre una tassazione unitaria dei profitti delle multinazionali (CCCTB), applicata sulla base delle attività economiche effettivamente realizzate in ogni Paese in cui opera la società. Si tratta di una proposta dibattuta da decenni e sulla quale è ancora più difficile trovare il consenso politico per la forte opposizione di alcuni Stati membri. Così facendo si impedirebbe alle grandi imprese di sfruttare a loro vantaggio le divergenze tra sistemi fiscali dei vari Stati.

Non è possibile permettere alle grandi società di pagare le tasse dove più conviene, mentre migliaia di piccole aziende italiane sono soffocate da Equitalia e dalla pressione fiscale più alta d'Europa. Questa profonda ingiustizia fiscale e sociale deve e può finire sulla base di un principio cardine: le tasse vanno pagate nella giurisdizione in cui si svolge l'attività economica delle società.

Nella lotta contro la grande elusione internazionale la voce di cittadini indignati e informati è fondamentale per controbilanciare gli enormi interessi in gioco e spingere verso regole fiscali più giuste. Il Movimento 5 Stelle è con loro".

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