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Purtroppo non è uno scherzo telefonico. Tim, Vodafone, H3G e Wind hanno aumentato tariffe, aggiunto costi e nuove fatturazioni: stanno spalmando su tutti i clienti l'eliminazione fittizia del roaming. Il Movimento 5 Stelle lo aveva denunciato con forza al Parlamento europeo: il roaming è uscito dalla porta e rientrato dalla finestra più caro di prima. L'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni ha aperto un procedimento sanzionatorio nei confronti di tre delle quattro compagnie.

I deputati del Pd che festeggiavano la fine del roaming sapevano cosa votavano? O semplicemente avevano fatto l'ennesimo favore alle lobby delle compagnie telefoniche? Sia nell'uno che nell'altro caso a pagare sono i consumatori e tutti quelli che utilizzano il cellulare.

Il roaming non sparirà dal 2017 così come solennemente promesso, ma sta cambiando nome e destinatari. In passato lo pagava solo chi usava il proprio telefono all'estero, adesso le compagnie telefoniche lo stanno spalmando su tutti i loro clienti, anche verso chi il cellulare all'estero non lo usa mai. Com'è possibile?


Ecco i 3 trucchi ideati dalle grandi compagnie telefoniche e supinamente recepiti nel nuovo regolamento sulle comunicazioni elettroniche nel mercato unico digitale, approvato dal Parlamento europeo lo scorso 26 ottobre 2015 con il voto favorevole dei deputati europei del Partito Democratico.

TRUCCO 1. Roaming indiretto per tutti.

A partire dal 2017 il mercato europeo delle comunicazioni digitali cambierà volto. Ogni compagnia telefonica nazionale pagherà agli altri operatori (B2B) per il roaming dei propri clienti in altri Paesi dell'Unione. Facciamo un esempio: la signora Maria va a Londra per il fine settimana e il suo cellulare una volta atterrata si collega alla rete telefonica della compagnia inglese X. Finito il fine settimana X chiede alla sua compagnia telefonica italiana Y il "conto" del traffico dati utilizzato da Maria durante il suo viaggio. Questo canone B2B che Y deve a X verrà spalmato da Y su tutti includendolo nei diversi piani tariffari di tutti i suoi clienti. Il roaming cambia nome e natura ma non sparisce: le grandi compagnie di telecomunicazioni scaricano i mancati profitti del vecchio roaming su tutti i cittadini, anche su quelli che non viaggiano mai. Questa è una socializzazione opaca di tutti i costi di roaming, altro che mercato libero!

TRUCCO 2. Ecco quando il roaming ritorna

Per evitare la fuga verso gli operatori dell'Europa dell'est che hanno piani tariffari molto convenienti, le compagnie potranno fissare un tetto massimo di giorni di utilizzo del cellulare all'estero, oltre al quale il roaming tornerà magicamente a pagamento. Si chiama "profilo di utente medio" e stabilisce la media, secondi gli studi delle stesse compagnie, dei giorni trascorsi all'estero dagli italiani che hanno un cellulare. Sopra questa media l'addebito specifico di roaming al cliente ritornerà, con un supplemento al minuto approvato dalle Authority delle telecomunicazioni. Facciamo un esempio: se gli operatori italiani decideranno che il "profilo di utente medio" è di 20 giorni all'anno trascorsi all'estero, a chi ne trascorre 25 l'addebito per roaming riapparirà a partire dal ventunesimo giorno. E' una fregatura per tutti gli studenti Erasmus o quelli che si recano spesso all'estero per lavoro.

TRUCCO 3. Le deroghe per le compagnie che sbagliano i conti

Poiché il nuovo mercato delle telecomunicazioni presenterà delle incognite (vedi Truffa 1 - l'operatore farà una stima di quanto roaming B2B dovrà pagare per spalmarlo nei suoi piani tariffari), gli operatori sono riusciti a fare inserire nella legislazione una deroga: se le loro perdite diventano insostenibili (cioè se alla fine dell'anno i suoi clienti hanno viaggiato più del previsto e i costi di roaming per gli altri operatori crescono più del previsto) d'accordo con le Authority nazionali, potranno essere ritoccati i piani tariffari dei clienti retroattivamente, chiedendo un secondo sovraccarico specifico di roaming al proprio cliente. Facciamo un esempio: Maria vive a Sanremo ma ogni tanto si sposta a Cannes. Sottoscrive un piano tariffario con X e si adatta al "profilo di utente medio", cioè non viaggia più del tetto stabilito. Maria pensa di non pagare il roaming in Francia ma la compagnia telefonica X ha fatto male i conti. X potrà chiedere a Maria un canone aggiuntivo rispetto a quanto pattuito nel suo piano tariffario. Con questa norma si perde definitivamente la trasparenza del mercato delle telecomunicazioni a tutto vantaggio della discrezionalità dell'operatore e dei suoi profitti.

Gli italiani non meritano questa #TariffaPd. Twittate anche voi l'hashtag.





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