Il conto (salato) di un Paese di analfabeti digitali

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Mentre il Nord Europa aspetta il 5G, la quinta generazione della rete che dal 2020 promette una velocità record per connessione e download, nelle spiagge italiane a fatica il cellulare si connette alla rete 2G. L'Italia è ferma al 1991, quando iniziava la seconda generazione della comunicazione mobile. Da allora poco o nulla è cambiato. Questo ritardo infrastrutturale e di rete ha un costo per imprese e cittadini: 3,6 miliardi di euro l'anno. La banda ultralarga raggiunge solo 2 famiglie su 10 e quasi tutte nelle grandi città. Questo ritardo digitale ha conseguenze soprattutto sul futuro del nostro Paese. In un mercato del lavoro sempre più competitivo e internazionale, i giovani esclusi dal progresso digitale sono destinati all'emarginazione professionale e sociale. Al Parlamento europeo la portavoce Isabella Adinolfi ha presentato un progetto pilota sulla "Alfabetizzazione Digitale". Ecco la sua analisi:


"Ogni volta che ci troviamo ad utilizzare uno strumento nuovo, incorriamo in una certa dose di opportunità ma anche di rischi. Questo vale per qualsiasi strumento: un'auto, un martello, la rete internet. Guardando i dati Istat sulle competenze digitali degli italiani, quello che balza all'occhio subito è che le nuove tecnologie sono cresciute probabilmente con una velocità tale da non riuscire ad essere comprese da tutti.

Il livello di alfabetizzazione digitale (cosa diversa rispetto all'alfabetizzazione informatica) è troppo basso mentre il livello di esposizione mediatica a cui siamo sottoposti è senza precedenti e continua ad aumentare. E, ancor peggio, non ci sono azioni concrete messe in atto per invertire questo fenomeno. In tale contesto le nuove generazioni si sono trovate a crescere immerse in un ambiente digitale senza una guida che spieghi loro in maniera competente come avvicinarsi ad un uso consapevole e sicuro dei media digitali.

L'alfabetizzazione digitale dovrebbe essere un percorso esteso all'intero nucleo familiare. L'acquisizione di competenze relative all'alfabetizzazione dei media e la comprensione critica dei contenuti multimediali, contribuiscono alla formazione di consumatori/fruitori e cittadini, rendendoli più consapevoli nel momento in cui partecipano alla vita pubblica. Poiché la relazione/interazione politica-istituzioni-media è in continua evoluzione, è essenziale ampliare la platea dei diritti dei cittadini affinché essi siano maggiormente tutelati dai nuovi meccanismi informativi pur godendo nella misura massima dei benefici conseguenti. L'Europa, se vuole essere utile, deve impegnarsi in prima linea nel promuovere l'educazione ai media.

E' per questo motivo che al Parlamento Europeo ho presentato un progetto pilota intitolato "Alfabetizzazione Mediatica per tutti" che è stato approvato dal Consiglio e dal Parlamento e partirà a breve. Il Movimento 5 Stelle si impegna affinché in tutte le scuole italiane venga adottato un progetto analogo che coinvolga genitori e insegnanti anche al fine di contrastare gli odiosi atti di cyberbullismo che sempre più coinvolgono gli adolescenti.

L'articolo 2 della Costituzione italiana recita: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità...(...).". Educazione alla Costituzione ed educazione al web sono due percorsi che si incrociano e si arricchiscono reciprocamente. E' in questo modo che si costruisce una nuova carta dei diritti digitali del cittadino attivo e responsabile". (di Isabella Adinolfi)


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