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La Commissione europea ha autorizzato altre tre varietà di semi di soia geneticamente modificati per l'alimentazione umana e animale. Si tratta della soia "MON 87708 x MON 89788", della soia "MON 87.705 x MON 89788" e della soia "FG 72", varietà che hanno ricevuto una valutazione scientifica favorevole da parte dell'EFSA. Tutte con durata decennale.

Ormai non vale più nemmeno la pena indagare sulla pericolosità degli OGM prodotti dalla Monsanto, così come è stato ampiamente dimostrato come i cittadini europei rifiutino di ingerire prodotti geneticamente modificati dalle multinazionali. Questo problema, in Europa, è stato affrontato dal Movimento 5 Stelle con tutte le armi messe a disposizione dal Parlamento europeo. Più volte la plenaria di Strasburgo si è schierata contro questo tipo di agricoltura, profittevole per pochi e che lascia ampie zone d'ombra sulla tutela della salute dei cittadini.

Il vero problema, è bene ricordarlo, è il metodo comunitario con cui gli stessi OGM vengono autorizzati. Un sistema totalmente antidemocratico ad uso e consumo della Commissione Europea: l'esecutivo di Jean-Claude Juncker si ostina a forzare la mano grazie ad un intoppo nelle procedure in sede di comitato tecnico. Infatti, se il comitato permanente e il comitato d'appello non riescono ad adottare una decisione a "maggioranza qualificata" entro un determinato periodo di tempo, si lascia via libera alla Commissione per fare quello che vuole. A questi tavoli sono seduti i rappresentanti italiani dei ministeri della salute, dell'agricoltura e dell'ambiente, tanto bravi a propagandare il biologico in televisione quanto inesistenti nel difendere gli interessi dell'Italia nelle sedi preposte.

Il fine ultimo del Movimento 5 Stelle, oltre che schierare a ogni occasione l'intero Parlamento europeo in linea col principio di precauzione, è esercitare pressioni sulla Commissione Europea affinché presenti una nuova proposta per democratizzare il processo di commercializzazione degli OGM. Come, tra le altre cose, era stato promesso da Jean-Claude Juncker fin dall'inizio del suo mandato. Bisogna sospendere le decisioni nel caso in cui il comitato tecnico non emani un parere di maggioranza.

Sarebbe un grande passo in avanti per l'Unione Europea se l'esecutivo tenesse fede ai suoi impegni e proponesse un sistema più democratico, dove il giudizio dei cittadini conti più di quello della multinazionale di turno.

- LE BATTAGLIE DEL M5S CONTRO GLI OGM IN EUROPA

Ecco cosa successe circa un anno fa. La storia non si deve più ripetere:

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