Un enzima del latte cura la Xylella #SalviamoGliUlivi

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Un enzima del latte distrugge due ceppi della xylella senza uccidere gli ulivi. La straordinaria scoperta è avvenuta in vitro all'università di Liegi. Alla luce di questa scoperta, la Commissione europea e la Regione Puglia devono fermare gli abbattimenti degli ulivi e verificare che questo studio funzioni anche sugli alberi pugliesi. Il Movimento 5 Stelle chiede dalla Commissione europea di finanziare questo progetto di ricerca e di inserire la xylella nella lista II, quella in cui non necessitano misure drastiche per la protezione delle piante.

"Non è vero che la recente sentenza della Corte di giustizia dell'Ue non autorizza l'abbattimento degli ulivi, anzi apre a nuove misure e chiede di allargare il campo della ricerca scientifica in modo da attuare pratiche più sostenibili per far fronte al disseccamento degli ulivi, in Puglia come in altre zone d'Europa. La Corte è stata chiamata a esprimersi sulla correttezza procedurale che non è al centro delle nostre contestazioni. Quello che abbiamo sempre contestato è che tali procedure si sono mosse sulla base di un singolo parere scientifico - quello del Cnr di Bari - e pertanto abbiamo chiesto con forza di allargare il campo di ricerca, aprendo a nuovi Istituti come quelli che fanno capo al consorzio Lubixyl. Ci sono nuovi studi scientifici, altrettanto efficaci nella lotta alla xylella, più sostenibili per il territorio sia sotto il profilo ambientale che economico. La strada da fare è ancora tanta: bisogna finanziare la ricerca. Il presidente della Regione Puglia Emiliano batta i pugni a Bruxelles e faccia sistema con altre regioni europee colpite dalla Xylella. Noi #SalviamoGliUlivi. Loro?" (Rosa D'Amato).

Condividi l'intervista a Didier Ousset, direttore del consorzio Lubixyl che raggruppa 34 università e 160 ricercatori. Tutti devono sapere la verità!




IL LATTE PUÒ DAVVERO SALVARE GLI ULIVI PUGLIESI DALLA XYLELLA?

Abbiamo dimostrato in vitro che un enzima che si chiama lattoperossidasi, molto conosciuto, uccide il batterio. Abbiamo fatto questi test su Xylella fastidiosa fastidiosa e su Xylella fastidiosa multiplex, i due ceppi che sono finora in nostro possesso, e dunque la prossima tappa sarà, fra poco tempo, perché abbiamo appena ricevuto anche il ceppo pauca, eseguire lo stesso test sul batterio della famiglia che uccide gli ulivi in Italia. A priori non ci sono elementi che ci dicano che questo metodo non funzioni.

CHE COSA È LA LATTOPEROSSIDASI?

La lattoperossidasi è un enzima che viene prodotto in modo naturale dai mammiferi. Per esempio, la mamma che dà il latte a suo figlio, attraverso il latte trasmette questo lattoperossidasi che permette di compensare il deficit del sistema immunitario che il bambino ha fin dalla nascita a causa di un sistema immunitario non completo. Ecco perché la lattoperossidasi è un antivirale estremamente potente ma naturale. Dunque si estrae questo enzima dal latte di mucca. Lo abbiamo fatto in vitro e in seguito bisognerà farlo anche sulle piante per sapere come l'albero può beneficiare di questa "medicina naturale".

COME SI APPLICA QUESTO ENZIMA SUGLI ULIVI?

Si trasporta questo enzima attraverso l'acqua e molto semplicemente si innaffiano gli alberi. La lattoperossidasi provoca una ionizzazione dell'acqua. L'acqua trasporta degli ioni che vanno a incollarsi sul batterio e semplicemente lo distruggono. Questa via è, prima di tutto, l'unica efficace. Si dice talvolta che i metodi ecologici non siano efficaci, ma è completamente folle. È l'unico metodo efficace, perché ad ogni modo, tutte le misure prese contro la xylella sono state delle misure classiche, con i pesticidi, che hanno fallito. Adesso noi dimostriamo che un approccio globale, sistemico, ecologico, con zero pesticidi, è efficace perché permette alla pianta di difendere se stessa. L'approccio classico con i pesticidi e la chimica dice di non considerare il malato: è un po' come se voi siete malato, andate dal medico e anziché curarvi vi uccide. La malattia sparisce, ma ovvio perché voi non siete più in vita. Questo è il metodo classico sulle piante, noi dimostriamo al contrario che la vita sa difendersi da sola. Serve dunque ritrovare l'armonia in un ambiente sotto stress in cui non si sa perché la xylella sia apparsa così agguerrita in Puglia.

PERCHE' BISOGNA SOSPENDERE L'ERADICAZIONE DEGLI ALBERI?

Il principio per il quale noi ci siamo riuniti nel consorzio Lubixyl, che raggruppa 34 università e 160 ricercatori, non è quello di uccidere i batteri, ma come ritrovare una armonia in un contesto affinché la pianta possa sopravvivere. Nello sviluppo di questo programma ci sono un certo numero di protocolli terapeutici che devono prender corpo per diminuire la pressione del batterio sugli ulivi, in modo tale da uccidere la xylella nel cuore dell'albero ma senza uccidere tutti i batteri. Questo non avrebbe senso. È necessario salvare gli ulivi e conservarli perché se si sopprimono tutte le piante infestate non c'è più materiale scientifico per poter fare ricerca, dunque non ci sarà nessuna possibilità per fermare il batterio. Questo è il primo criterio essenziale per un ricercatore. Il secondo è quello che un ulivo attaccato da un batterio deve potersi difendere. Quello che noi facciamo è di dargli i mezzi per lottare contro la batterio e difendersi lui stesso.

CHE COSA CHIEDETE ALLA COMMISSIONE EUROPEA?

Abbiamo deposito un programma di lotta contro la xylella nel quadro del programma Horizon 2020 dell'Unione europea lo scorso 17 febbraio. Siamo in competizione con altri consorzi. Noi chiediamo all'Europa di prendere in considerazione in modo serio la nostra visione, che è originale. Speriamo di avere il budget per dimostrare che è possibile dare una risposta ecologica a un problema grave come quello della xylella che colpisce gli ulivi nell'Italia del Sud ma che si è ormai sparso in tutto il mondo.

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