Il Pd difende il conflitto d'interessi

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È una vergogna che a due deputate europee - Petra Kammerevert (S&D) e Sabine Verheyen (PPE) - entrambe sul libro paga di gruppi televisivi, sia stato assegnato il delicatissimo rapporto sulla nuova direttiva che disciplina gli audiovisivi, e quindi le televisioni stesse. È un evidente conflitto di interessi che andrebbe evitato e sanzionato. Invece, al Parlamento europeo un conflitto di interesse potenziale o effettivo non è vietato, ma deve solo essere dichiarato dal deputato. Ampia discrezionalità viene lasciata al Presidente del Parlamento europeo, che tuttavia non è mai intervenuto. Schulz non può mettere la testa sotto la sabbia. Deve intervenire!

VIDEO. Ecco la denuncia al Parlamento europeo di Isabella Adinolfi. La risposta della Presidente della Commissione, la piddina Silvia Costa, lascia senza parole....



Ecco l'intervento di Isabella Adinolfi in Commissione Cultura.

"Grazie Presidente. Non posso non iniziare il mio intervento partendo da una considerazione generale circa la posizione delle due relatrici (Sabine Verheyen e Petra Kammerevert). Me lo impone il codice di condotta. Me lo impone la disciplina e l'onore con cui sono chiamata ad esercitare il mio mandato. Non farlo infatti costituirebbe un atto privo di etica, oltre che giuridicamente e moralmente reprensibile.

Credo che la situazione di potenziale conflitto di interessi in cui versano le due relatrici rischi di viziare in maniera irreparabile il processo di approvazione della direttiva. Per questo credo che sia necessario avere un dibattito pubblico e trasparente al riguardo e credo anche che il Parlamento debba esaminare il caso e risolvere questa situazione. Diversamente infatti penderebbe durante tutto il processo legislativo una spada di Damocle. In qualsiasi momento i cittadini potrebbero accusarci di non essere indipendenti ed al di sopra di ogni sospetto. Io non voglio che si ripetano le scene che in Italia abbiamo visto con l'ex premier Berlusconi: se c'è qualcosa infatti che ha insegnato l'impegno politico di Silvio Berlusconi è che le potenziali situazioni di conflitto di interesse vanno risolte subito e una volta per tutte. Altrimenti si rischia di trascinarle a tutto detrimento delle istituzioni e della fiducia dei cittadini nei confronti dell'operato di queste ultime. Per questo chiedo che il Presidente Schulz e il comitato consultivo intervengano perché la questione venga risolta.


Nel merito vorrei sottolineare alcuni aspetti della proposta di direttiva che ritengo importanti:
1. L'eliminazione della distinzione tra servizi lineari e non lineari rischia di creare dei problemi perché ci sono tutta una serie di casi grigi in cui questa distinzione risulta ancora utile e quindi credo che dobbiamo pensarci bene prima di eliminarla.
2. In secondo luogo: il principio del Paese d'origine (c.d. home country principle). Se è vero che tale principio è stato indispensabile per favorire la fornitura dei servizi dei media audiovisivi in un altro stato, si dovrebbe però riconoscere come questo debba rappresentare una tappa intermedia verso un mercato UNICO. Noi ci battiamo per arrivare a ciò: un mercato digitale unico senza barriere e blocchi geografici, finestre di distribuzione, segregazioni artificiali del mercato!
3. Il secondo aspetto è costituito dal sistema delle quote di promozione delle opere europee. Tale sistema ha dimostrato di non funzionare, basta infatti pensare alle deroghe fornite da AGCOM a Disney e Mediaset. E' necessario quindi rivedere le regole per tutelare maggiormente il patrimonio culturale.
4. Il quarto aspetto concerne la tutela dei minori ed il tema della pubblicità. Bisogna abolire la pubblicità dai canali dei bambini.
5. Il quinto aspetto riguarda poi l'indipendenza dei soggetti chiamati a vigilare sul mercato radiotelevisivo. Servono delle regole ben chiare e i soggetti chiamati a sovrintendere il mercato devono essere davvero indipendenti. Nella proposta dei miei colleghi in Italia a prima firma Roberto Fico, si chiede una profonda riforma delle regole che disciplinano il funzionamento attuale di AGCOM.
6. Da ultimo credo che nella direttiva sarebbe bene oltre che utile inserire una definizione di servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale. Inoltre si dovrebbero prevedere regole chiare e precise in materia di concorrenza.
Il mercato radiotelevisivo infatti è un mercato del tutto particolare in cui si rischia di alterare i meccanismi democratici". (di Isabella Adinolfi)

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