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In Europa se hai il doppio stipendio fai carriera.
Lo dimostra il caso delle deputate Petra Kammerevert (S&D) e Sabine Verheyen (PPE), entrambe sul libro paga di gruppi televisivi, a cui è stato assegnato il delicatissimo rapporto sulla nuova direttiva che disciplina gli audiovisivi, e quindi le televisioni stesse. È un evidente conflitto di interessi che andrebbe evitato e sanzionato. Invece, secondo le regole vigenti, un conflitto di interesse potenziale o effettivo non è vietato, ma deve solo essere dichiarato dal deputato. Ampia discrezionalità viene poi lasciata al Presidente del Parlamento europeo, che tuttavia non è mai intervenuto. Come denunciato da politico.eu le due deputate tedesche percepiscono stipendi mensili per le loro attività nelle emittenti radiotelevisive della loro regione. Il Movimento 5 Stelle vigilerà che verranno tutelati gli interessi dei cittadini e non quelli delle imprese che pagano i deputati. Ecco l'intervento della portavoce Isabella Adinolfi.


"L'Europa è ostaggio delle lobby. La Commissione Cultura sta discutendo le modifiche alla nuova disciplina sugli audiovisivi (Direttiva AVMS). Le due relatrici Petra Kammerevert (S&D) e Sabine Verheyen (PPE) hanno un enorme conflitto di interesse che potrebbe condizionare la loro imparzialità e gettare ombre sul loro operato. Dalle loro dichiarazioni di interessi patrimoniali, che ogni deputato è tenuto a presentare a norma del codice di condotta, si può leggere infatti che: Petra Kammerevert è membro del cda dell'emittente radiotelevisiva pubblica locale tedesca WDR-Rundfunkrat e dichiara per quest'attività un reddito mensile tra 1.001 e 5.000 euro. Sabine Verheyen è membro sostituto del cda dell'emittente radiotelevisiva pubblica locale tedesca WDR-Rundfunkrat e dichiara un reddito mensile compreso tra 500 e 1.000 euro. Ciò non è tollerabile e serve una presa di posizione chiara e decisa, a partire dal presidente del Parlamento Martin Schulz e passando per la presidente della Commissione Cultura Silvia Costa del Pd.

Il MoVimento 5 stelle si batte per Istituzioni europee più trasparenti. De decisioni devono essere prese in maniera aperta, democratica così da evitare eventuali conflitti di interesse. Per questi motivi, denunciamo l'opacità delle riunioni dei coordinatori (riunioni che si svolgono a porte chiuse e senza la redazione di un verbale), dove i principali gruppi politici possono fare quello che vogliono, in barba alle più elementari regole democratiche. La nomina in Commissione Cultura dei relatori sulla direttiva AVMS è avvenuta durante una riunione dei coordinatori dove la grande coalizione PPE e S&D si è imposta senza tener conto del metodo d'Hondt, l'assegnazione proporzionale delle cariche e dei rapporti, una consuetudine al Parlamento europeo. In questo caso, invece, si è trattato di un caso di autonomina, i cui contorni adesso risultano più chiari: la difesa degli interessi tedeschi! Le regole sul conflitto di interesse vanno riviste al più presto, come abbiamo proposto in diverse occasioni presentando vari emendamenti al codice di condotta, altrimenti l'Europa rimarrà schiava delle lobby. Noi vogliamo un'Europa diversa: un'Europa dei e per i cittadini! (di Isabella Adinolfi)


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