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"Questo e' il famoso Galileo, che fu sottoposto all'inquisizione per sei anni, e torturato per aver detto che la terra si muoveva. Quando fu liberato, egli alzo' lo sguardo al cielo e giù verso terra e battendo il piede, con animo contemplativo disse: Eppur si move; ossia, ancora si muove, intendendo la terra".
(Giuseppe Marco Antonio Baretti, The Italian Library)

"Eppur si muove", dalla citazione a Galileo Galilei fino al Parlamento Europeo. Arrivando nel dettaglio alla mini-plenaria di Bruxelles di ieri e ad una coppia di proposte del Movimento 5 Stelle che solo fino a due anni fa sembrava pura utopia anche solo proporre. "Eppur si muove" anche perché - senza paragonarci a illustri personalità - lentamente e inesorabilmente un nuovo concetto di energia si sta insinuando tra i banchi e le stanze dei bottoni di questa Europa che tutto vorrebbe, meno che rompere lo status quo. Parliamo della vittoria dei cittadini produttori e contemporaneamente consumatori di rinnovabili, i cosiddetti "prosumer" che grazie al lavoro del M5S finalmente avranno una dignità giuridica. Semplici cittadini che, grazie ad una rete di piccoli impianti, possono prendere il controllo di produzione e distribuzione dell'energia scalzando i grandi gruppi industriali delle energie fossili.

Un nuovo modello di energia e di società non solo é possibile, ma anche necessario. La via da seguire è quella di una rete distribuita che prenda il posto dell'attuale piramide degli orrori. Quella che dalla grande centrale di produzione, alimentata da combustibili fossili, distribuisce energia ad ogni singolo consumatore ed immette una generosissima dose di gas serra all'atmosfera. Alla base di questo nuovo modello di energia e di società, come detto, c'é il concetto di "prosumer", la fusione dei vocaboli inglesi corrispondenti ai nostri "produttori" e "consumatori". Ora per la prima volta, grazie al lavoro del portavoce Dario Tamburrano, la Commissione Europea dovrà darne una definizione precisa che tenga conto degli inequivocabili diritti e forme di sostegno.

Una conquista che viene controbilanciata da un retaggio di antica Europa, quella che dopo un passo in avanti boccia la richiesta del Movimento 5 Stelle di considerare l'energia come un "bene comune" al pari dell'acqua. L'emendamento (sottoscritto anche da un centinaio di altri colleghi di varie nazionalità) non è passato per soli 47 voti su 650. Un risultato comunque strepitoso, perché avere 298 favorevoli e 345 contrari significa, in termini oggettivi, che metà della plenaria converge su un concetto di energia proprio del M5S fin dai suoi albori. La rivoluzione è dunque iniziata, ora è solo una questione di tempo.

Il discorso del portavoce Dario Tamburrano nella mini-plenaria di Bruxelles:

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