Altra mazzata in arrivo per agricoltori e allevatori

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L'Unione europea sta negoziando un accordo commerciale con Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Venezuela, i Paesi del cosiddetto Mercosur. Questo accordo presenta luci e ombre, opportunità e minacce che vanno ben calibrate. Da una parte, infatti, si aprono nuovi mercati alle imprese europee, dall'altra si compromette il futuro dell'agricoltura del Sud Europa, già penalizzata dagli accordi commerciali con Tunisia e Marocco. Il Movimento 5 Stelle ha un approccio pragmatico verso i negoziati Ue-Mercosur: nessun no a priori, ma neanche un sì acritico alla Commissione europea che sta conducendo i negoziati. In questa scheda bilanciamo i pro e i contro di questo accordo e rivolgiamo un appello ai negoziatori: fate le vostre trattative alla luce del sole. I cittadini devono sapere ed essere ben informati.

PRO
L'obiettivo è un accordo che copra non solo gli scambi di beni industriali e agricoli, ma che comprenda anche i servizi, la proprietà intellettuale, le dogane, la facilitazione degli scambi e tutti gli ostacoli tecnici al commercio. Questa è una ghiotta occasione per tutte quelle imprese europee che hanno nel loro dna l'esportazione: avrebbero un accesso diretto in America latina rosicchiando fette di mercato ai suoi competitori, Stati Uniti e Cina. Altra grande opportunità per le imprese europee è quella di poter partecipare alle gare relative agli appalti pubblici.

CONTRO
I Paesi del Mercosur hanno una forte vocazione agricola e sono grandi esportatori di cipolle, aglio, patate, olio d'oliva e pere. Un accordo aprirebbe l'importazione in Europa di questi prodotti e metterebbe in crisi l'agricoltura del Sud Europa. Inoltre, è previsto un aumento dell'import del 70% di carne bovina e del 25% di pollame. Un duro colpo per il settore, come denunciato dalle quattro più importanti associazioni di allevatori europei: la spagnola Asoprovac, la francese Federation Nationale Bovine, l'irlandese Irish Farmers Association e l'italiana Consorzio l'Italia Zootecnica. Le massicce importazioni di carni da Paesi terzi, inoltre, non sono in grado di assicurare i requisiti minimi di sicurezza perché la regolamentazione agricola in Europa è basata sul principio di precauzione, mentre all'estero si fa largo uso di ormoni, ogm e pesticidi.

L'APPELLO
I portavoce del Movimento 5 Stelle sono a disposizione per dialogare con gli agricoltori e gli allevatori italiani ed europei per difendere al Parlamento europeo la produzione "Made in".


VIDEO. Tiziana Beghin spiega nella plenaria di Strasburgo la posizione del Movimento 5 Stelle nei rapporti commerciali fra Europa e Mercosur

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