Non riuscirete a mettere il bavaglio alla rete

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Il provvedimento sul Digital Single Market che verrà votato mercoledì a Strasburgo è un testo scivoloso. Su di esso confluiranno (oltre i problemi che abbiamo già evidenziato qui e qui) anche l'opinione della Commissione Cultura del Parlamento Europeo. Quest'ultima contava di ben 11 pagine nelle quali si evidenziavano alcune criticità, problemi che con un colpo di spugna (voluto della titolare del rapporto Petra Kammerevert) sono stati eliminati. La famosa opinione si è asciugata e conta di una sola pagina. Un foglio nel quale si chiede la convergenza tra i media lineari e quelli non lineari. Cosa vuol dire? Secondo il Parlamento Europeo i vari blog, creatori di contenuti, videomaker e i vari attori che animano la rete, dovranno sottostare alla stessa disciplina che regola i grandi editori.

I piccoli creatori di contenuti non potranno, né dovranno mai essere equiparati ad un grande editore. L'Europa dimostra ancora una volta quanto può essere retrograda e inadatta a legiferare su alcuni argomenti chiave del futuro. L'informazione ravvisabile sul web nasce dalla condivisione, non dalla induzione. La rete è una strumento che si autotutela: in rete non vince il più forte, o quello che grida di più. Sul web trionfano la credibilità e la reputazione. La rete ha memoria, non si dimentica di nulla e chi sbaglia paga, eccome. Non è al di sopra della legge, come vorrebbero farci pensare quei media che - asserviti ad un potere piuttosto che ad un altro - tendono a zittire qualsiasi voce fuori dal coro.

Chi sarà a decidere la responsabilità editoriale dei blogger? Dopo quante righe, quante battute, un post sul web può essere considerato alla stregua di quello pubblicato da un grande quotidiano (finanziato coi soldi pubblici)? Dopo quanti minuti un video viene verrà considerato al pari di una trasmissione televisiva? Ecco, su queste domande si fonda l'idea stessa del progresso di alcuni eurodeputati, almeno di quelli che per ragioni sconosciute (ma non troppo) nutrono mal di pancia nei confronti dei pensatori liberi. A questi "killer della libertà d'opinione" facciamo sapere che le loro domande non hanno, né dovranno mai avere, alcuna risposta.

Ascoltate e diffondete la denuncia della portavoce Isabella Adinolfi:

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