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Il Primo Ministro è in gran forma e spara #BalleDiNatale anche in Europa. A differenza dei proclami sulla televisione pubblica, tutti a Bruxelles si erano accorti che si trattava solo di un grande bluff. L'ennesimo di questo Governo dei proclami.
Le sanzioni alla Russia verranno rinnovate, a rivelarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio nel corso della sconcertante conferenza stampa (quella in cui ha sciorinato #BalleDiNatale anche sul salva-banche) al termine del Consiglio di pochi giorni fa. Evidentemente in stato confusionale, Matteo Renzi ha prima confermato la fondatezza delle voci che vedevano l'Italia in una posizione di apertura nei confronti di Mosca, poi ha voluto glissare sul prolungamento delle "punizioni" europee.

Queste dichiarazioni, sfuggite alla maggior parte dei media, sono state rilasciate con nonchalance. Non vogliamo entrare nel merito, ma solo guardare i numeri: le sanzioni hanno portato a un calo, rispetto al 2014, del 29% dell'export italiano nei confronti di Mosca. Ancora più drammatici sono i cali che riguardano l'agricoltura, il settore tessile e i settori dei ricambi delle automobili. L'Italia riceverà un danno sul lungo periodo di quasi 12 miliardi, con una perdita di lavoro per almeno 215 mila persone. Gran parte di questi soldi saranno scippati dalle tasche delle PMI, vittime - come sempre - del sistema.

Il Movimento 5 Stelle aveva già dichiarato che avrebbe aspettato il Governo alla prova dei fatti: ennesimo test che l'esecutivo non ha superato. Evidentemente Matteo Renzi, nonostante si ostini a ripetere il contrario, non ha alcuna voce in capitolo in Europa. Fa sorridere il batti e ribatti delle agenzie sulle presunte parole al vetriolo lanciate alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Un semplice show messo in scena a telecamere accese.

Il Governo italiano, in Europa, è invischiato coi poteri forti, da cui trae la linfa per mantenere lo status quo, allontanando ogni possibilità di reale cambiamento. Da un lato ci sono i tedeschi, dall'altro gli americani. E non stiamo facendo complottismo, solo riportando le parole del Primo Ministro. Infatti, è stato lui a ricordare la stravaganza dell'unico gasdotto completato, il North Stream (che collega, guarda caso, la Russia direttamente alla Germania). Mentre il South Stream, che avrebbe agevolato l'approvvigionamento energetico del Sud Europa, è rimasto lettera morta. Bocciato dall'UE.

Il Governo Renzi è un Arlecchino servo di due padroni: da un lato la Confindustria e i grandi potentati economici italiani, che volevano l'abrogazione delle sanzioni. Dall'altro Washington e gli alleati del patto atlantico, che invece non ne hanno voluto sapere visti gli interessi geopolitici in ballo. Ha semplicemente vinto il padrone più forte, mentre a perdere è stata la voce dei cittadini europei e, specialmente, italiani.

Il Movimento 5 Stelle, anche in Europa, si sarebbe comportato diversamente. Ascolta e diffondi il messaggio del portavoce Fabio Massimo Castaldo.
La soluzione c'è, dobbiamo crederci ancora di più:

Le menzogne del Governo, noi lo sapevamo (video del 11/12/2015):

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