Sanzioni alla Russia: la posizione del M5S #RimborsateLePMI

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Parole, parole, parole... Ma la sostanza è che prima ci deridono, poi ci attaccano e alla fine ci danno ragione.
Le assurde sanzioni che sono state imposte alla Russia hanno messo in ginocchio migliaia d'imprese italiane. A distanza di un anno se n'è accorto anche il Governo che, improvvisamente, vorrebbe fare marcia indietro. Come al solito, cercano di sposare tardivamente le posizioni che il Movimento 5 Stelle condivide coerentemente da almeno dodici mesi.

Solo in questo lasso di tempo, infatti, le sanzioni hanno portato a un calo, rispetto al 2014, del 29% dell'export italiano nei confronti di Mosca. Ancora più drammatici sono i cali che riguardano l'agricoltura, il settore tessile e i settori dei ricambi delle automobili. Queste "punizioni" si sarebbero dovute rinnovare automaticamente per altri 6 mesi, ma sembra che finalmente saranno messe in discussione, riportandole a un tavolo politico. Vogliamo vedere fatti concreti.

L'Italia riceverà un danno sul lungo periodo di quasi 12 miliardi, con una perdita di lavoro per almeno 215 mila persone. Gran parte di questi soldi saranno scippati dalle tasche delle PMI, vittime - come sempre - del sistema. L'esecutivo italiano abbia dunque il coraggio di rimborsare gli imprenditori che hanno subito il colpo di scelte politiche illogiche e autolesionistiche.

Per adesso nutriamo dubbi e ci facciamo domande:
- il Governo italiano avrà il coraggio di resistere alle forti pressioni di Washington, Londra e dei Paesi dell'Est Europa, che hanno alzato un muro contro la Russia?
- il Governo italiano avrà il coraggio di ammettere che va reimpostata la nostra politica estera, affrontando finalmente l'Unione europea affinché questa faccia il bene dell'Europa e non dell'America?

Non ci spostiamo di un millimetro. Difenderemo la nostra posizione (che tutti ora sembrano riconoscere come giusta) all'interno della Commissione Affari Esteri, così come in tutte le altre aule del Parlamento Europeo. Non cambiamo mai le nostre politiche a seconda delle pressioni di Confindustria o di altri attori.
L'unica lobby che ci governa è quella dei cittadini.


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