Il Piano B per uscire dall'Euro è già realtà

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Non ci sono più dubbi. La moneta Euro, e la sua malata idea d'integrazione a matrice tedesca, sta definitivamente tramontando. Non parliamo qui del caso Grecia, ma di evidenze scientifiche che oggi, al Parlamento Europeo, sono state esposte con precisione chirurgica dai tre relatori d'eccellenza invitati dal Movimento 5 Stelle Europa: Roger Bootle, Giandomenico Majone e Antonio Maria Rinaldi.
I portavoce Marco Zanni e Marco Valli continuano nel loro percorso all'interno delle istituzioni, per svegliare colleghi e opinione pubblica sulla necessità di avere un credibile Piano B quando questo sistema arriverà al definitivo collasso. L'esperienza di Alexis Trispras insegna: senza una valida alternativa (con fondamenti tecnici) la volontà del popolo viene calpestata, derisa e uccisa dalla pistola fumante della Troika.
Uno dei massimi esponenti di questa teorizzazione è Roger Bootle, recente vincitore del Wolfson Economics Prize, ovvero del secondo premio economico per importanza dopo il Nobel. Un riconoscimento avvenuto grazie al lavoro tecnico effettuato sul Piano B, attraverso il quale uno Stato può riappropriarsi della sua sovranità monetaria senza sconvolgimenti e fratture macroeconomiche.
Il lavoro di Bootle parte dal fondamento dei numeri e dalla consapevolezza che l'unione monetaria, così com'è stata attuata, è semplicemente un vincolo di cambi fissi tagliato a misura per l'ex Marco tedesco.
Eccovi, in esclusiva, alcuni dei grafici che Roger Bootle ha proiettato al Parlamento Europeo.

La prima slide riassume l'andamento del PIL di alcune macro-aree. Da notare come il vantaggio effettivo sia di quei Paesi che sono all'interno dell'UE ma non adottano l'Euro.
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La mancanza di crescita potrebbe essere compensata dalla riduzione del debito pubblico. Ma non è così. Bootle ha proseguito la sua disamina mostrando gli aumenti dei rispettivi debiti pubblici, mostrando numeri alla mano il paradosso di nazioni costrette a correre fino alla sfinimento, perseguendo un risultato che non arriva mai.
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A questo si aggiunge il problema tedesco del surplus che viola i trattati e il buon senso, già ampiamente trattato dai portavoce Marco Valli e Marco Zanni, a cui la Commissione Europea non sembra voler porre rimedio.
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Ma gli assurdi non finiscono qui. Perché, sebbene ci sia un effettivo afflusso di denaro nell'economia tedesca, a beneficiarne non sono né i cittadini tedeschi, né quelli del resto dell'Eurozona. Che anzi soffrono di una moneta sopravvalutata per la loro economia, come se tutta l'Europa avesse di colpo adottato il Marco come valuta. La dimostrazione in questi due grafici.
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Quali sono, dunque, le mosse che uno Stato deve attuare per uscire dall'Euro?
Quelli che di seguito vi proponiamo sono solo alcuni punti chiave, insufficienti a riassumere l'immenso lavoro dell'economista:
- come primo passo un Governo responsabile deve attuare gli accordi preliminari in silenzio. Senza dunque allarmare l'opinione pubblica e di conseguenza i mercati.
- viene formalmente teorizzato un D-Day, nel quale tutta la valuta è ridenominata nella nuova moneta, di colpo e senza passaggi graduali.
- la conversione, almeno inizialmente, deve (ma non obbligatoriamente) essere di 1 a 1, per non alterare i prezzi e la disponibilità dei cittadini ad accettare la valuta.
- la moneta Euro rimanente deve essere usata per piccole transazioni, mentre per i grandi spostamenti di capitali (o semplicemente per le carte di credito) bisogna usare la nuova valuta.
- la perdita di valore che coinvolgerebbe la nuova valuta, unico vero strumento dei mercati per intimidire i Governi, diventa una parte della soluzione.
- la banca centrale dello Stato avrà, in quel momento, tutti gli strumenti a disposizione per correre ai ripari, opzionando il proprio QE ad hoc per la situazione economica.

Ci fermiamo, perché un esercizio di sintesi su un lavoro così complesso è impossibile da teorizzare senza scadere nel pressapochismo.
Vi invitiamo a scaricare qui il lavoro di Roger Bootle. E' gratuito.
Leggetelo, condividetelo, traducetelo e studiatelo.

E ricordatevi, il collasso dell'Eurozona è solo una questione di tempo.

Vi aspettiamo il 18 novembre, al quarto convegno organizzato sull'uscita dall'Euro, nel quale sarà ospite del Movimento 5 Stelle l'economista statunitense Warren Mosler.

Gli ospiti del terzo convegno "Euro: the moment of truth":

Il convegno integrale:

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