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Quello che è successo a livello macroeconomico con lo scandalo Volkswagen è qualcosa di epocale, paragonabile solo al tracollo della Cina o all'uscita (poi evitata) della Grecia dall'Euro. Si parla, nella peggiore delle ipotesi, di un collasso da oltre 300 miliardi di Euro. Ricordiamo che la Grecia rischiò il default per una scadenza da 1,5 miliardi. Il modello tedesco di business, su cui si basa l'intero modello europeo di crescita, è fondato sull'export: uccisione della domanda interna, cannibalizzazione del mercato estero, appiattimento della concorrenza monetaria (a questo ci pensa l'Euro). Per farlo i tedeschi sono diventati i proprietari dell'Unione Europea, esattamente come un'azionista di maggioranza diventa proprietario di un'azienda. E la grande impresa su cui pone le radici la supremazia teutonica (quella che fa sforare - in barba ai Trattati - i limiti delle esportazioni) è proprio la Volkswagen. Quindi, la Germania è la Volkswagen; la Volkswagen è la Germania; come ha precisato l'editorialista tedesco Wolfgang Munchau. Lo scandalo, complessivamente, costerà più di quello che sarebbe costata un'eventuale Grexit. Ma qui parliamo della potente Germania, non della piccola Grecia. Parliamo di uno Stato dominatore che farà di tutto per salvare il suo (sporco) gioiello industriale e la sua supremazia. Diciamo che se Bill Bernbach dovesse pensare ad una pubblicità oggi probabilmente cambierebbe qualcuno dei suoi orizzonti.

LA VOLKSWAGEN E' GIA' TECNICAMENTE FALLITA
Andiamo con ordine e iniziamo a calcolare cosa si potrebbe riversare addosso all'azienda tedesca:
- La multa minacciata dall'EPA parla di 18 miliardi di Euro.
- Una "class action" da parte degli acquirenti di auto VW, europei ma soprattutto americani.
- La tendenza dei tribunali statunitensi d'imporre danni punitivi.
- I costi diretti della riparazione di tutte le auto.
- Gli acquirenti che hanno pagato per una vettura rispettosa dell'ambiente dovranno essere risarciti.
- Gli investitori, che hanno perso il 40% della loro ricchezza in due giorni, intenteranno causa.
- Le persone che accusano danni alla salute dovranno essere risarcite.
La somma di tutte queste variabili porta la cifra a circa 100 miliardi di Euro. Con la possibilità - secondo autorevoli riviste scientifiche -, che triplichi a discrezione della severità dei tribunali americani. E stiamo parlando solo dei costi diretti. Quelli indiretti, come la perdita di fiducia nel marchio, il danno d'immagine e altro, non sono stati ancora quantificati.

COSA TIENE LA VOLKSWAGEN A GALLA?
Quanti soldi può raggranellare il "gioiello" tedesco per evitare la bancarotta (ovviamente escludendo l'arrivo in aiuto dello Stato, che in caso di difficoltà interverrebbe con un bail-out fregandosene dei divieti imposti dai Trattati)?. A giugno 2015, i dati del bilancio consolidato semestrale del Gruppo mostrano che ci sono a disposizione 18 miliardi di Euro liquidità in cassa, più 15 miliardi di strumenti finanziari.
VW potrebbe poi risparmiare sugli investimenti in ricerca e sviluppo. Da qui la compagnia di Wolfsburg potrebbe recuperare 10 miliardi di Euro. E siamo a 43 miliardi.
Inoltre, VW vorrebbe lanciare un aumento di capitale, che, secondo stime degli analisti, potrebbe portare liquidità per 8 miliardi di Euro. E siamo a 51 miliardi, circa la metà di quanto richiesto dalla prima "class action" ufficiale lanciata dalla Contea di Harrys (Texas), che ha richiesto danni per 100 miliardi di dollari.
Qui finiscono le opzioni meno dolorose. I top manager dell'azienda considereranno la vendita dei brand non VW. Porsche è valutata circa 39 miliardi di Euro, Audi 30 miliardi, Skoda 10 miliardi, Bentley e Bugatti tra 3 e 5 miliardi e i camion di Scania/Man 30 miliardi. Il problema è che, a parte il business dei camion, il valore degli altri brand è legato alla loro integrazione e appartenenza al gruppo VW. Quindi, considerando l'opzione più realistica con la vendita di Scania/Man e forse di qualche altro marchio automobilistico, arriviamo intorno agli 85 miliardi di Euro. Poco considerando l'ammontare delle cause legali che arriveranno sul tavolo della casa di Wolfsburg.
Ecco perché, ne siamo certi, la cara Angela Merkel e il governo tedesco interverranno per salvare l'azienda: un'azione che, tradotto in economia reale, significherà salvare la Germania stessa dal tracollo.

Ascolta l'intervista integrale del portavoce M5S Marco Zanni:

Sabato i nostri portavoce Marco Zanni e Marco Valli sono invitati ad un importante convegno.
Qui tutti i dettagli.

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