Tasse, tagli e tanta Europa

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Il 16 dicembre non accadrà nulla, sarà un'altra giornata d'inverno per l'economia italiana. Il governo Pd-Ncd assomiglia molto a quello Forza Italia-Lega. A parole si fa la guerra all'Europa promettendo un taglio delle tasse non concordato, nei fatti ci si comporta come i più attenti guardiani delle politiche di austerity volute da Bruxelles. Qualche esempio?

L'8 settembre 2011 il governo Berlusconi-Lega, su proposta del ministro Tremonti, vara il pareggio di bilancio in Costituzione. Pochi mesi dopo il governo Monti vara le riforme delle pensioni e del lavoro dettate dall'Europa: chiudono, inoltre, i piccoli Tribunali, gli ospedali di montagna, si impennano le tasse locali. Con il governo Renzi l'Italia entra in deflazione, una malattia per cui...chiamate l'esorcista (vedi economia giapponese negli anni '90).

Quando la politica fallisce, entra in gioco la propaganda. Lo ha fatto Berlusconi in passato, lo fa in perfetta continuità Renzi. Non a caso è stato coniato il neologismo Renzusconi. C'è solo una differenza: gli italiani stavolta sono vaccinati, conoscono le conseguenze di un fantomatico taglio delle tasse sulla casa. L'attuale presidente del Consiglio ha promesso un taglio cumulativo di tasse pari a 50 miliardi euro nel corso dei prossimi cinque anni, senza però indicare nello specifico quali saranno le coperture per queste misure e dove reperirà le risorse necessarie.

LE COPERTURE
I fan più accaniti di Renzusconi sostengono che le risorse verranno recuperate dalla crescita del PIL e dal risparmio sugli interessi sul debito pubblico italiano. A Bruxelles, però, il pallottoliere lo sanno usare bene, ecco perché il Commissario europeo Moscovici oggi su "La Stampa" ha ricordato che "l'Italia deve rispettare le regole".

Le regole (vedi Fiscal Compact) dicono che l'Italia deve mantenere il rapporto tra deficit e PIL al massimo al 3% e deve ridurre lo 0,5 di deficit "strutturale" ogni anno. Inoltre, a partire dal 2016 l'Italia deve iniziare la discesa della curva del rapporto debito pubblico/PIL e ridurlo di almeno 1/20esimo all'anno. Nel peggiore delle ipotesi, come hanno calcolato alcuni esperti, il governo deve reperire almeno 20-25 miliardi di euro. Il mix taglio delle tasse sulla casa e fiscal compact si può realizzare, solo se si trovano risorse pari a 30-35 miliardi di euro.

LE CONSEGUENZE
L'Italia di Renzusconi rispetterà le politiche di bilancio dettate da Bruxelles, perché loro stessi sono Bruxelles. Al Parlamento europeo i deputati di Pd e Forza Italia hanno sempre votato contro tutte le proposte del Movimento 5 Stelle Europa di allentamento dei vincoli di bilancio. Gli emissari di Renzusconi in Europa - Antonio Tajani e Federica Mogherini - hanno sempre cofirmato tutte le decisioni volute dalla Commissione europea di cui facevano parte. Il taglio delle tasse sulla casa si potrà realizzare solo con un robusto taglio del welfare: sanità, pensioni, scuola, giustizia, sostegno a imprese e agricoltura saranno di nuovo sotto attacco. Solo i fondi alla casta non verranno mai toccati. Con una mano si dà, con l'altra si prende con gli interessi. Questa politica ha già fallito.

Il Movimento 5 Stelle voterebbe subito un sacrosanto taglio delle tasse: i cittadini e le imprese oneste lo aspettano e lo meritano per come hanno sopportato stoicamente questi anni di crisi. Tuttavia, rimanendo nell'euro, una piccola riduzione delle tasse non risolverebbe i problemi strutturali dell'economia italiana. I vantaggi verrebbero bruciati velocemente a causa di una svalutazione interna che si realizzerebbe con il taglio dei salari e del welfare.

Tanta Europa è sinonimo di Tanta Austerity.

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