Stati Uniti d'Europa fa rima con cessione di sovranità

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Vi siete distratti? Oggi Mario Draghi ha rilanciato gli Stati Uniti d'Europa, attuabili mediante cessioni di sovranità. Ecco a cosa stanno lavorando i famosi cinque presidenti, rifacendosi (citiamo) "all'esperienza americana". Stiamo parlando dei signori:
- Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, eletto da nessuno;
- Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, eletto da nessuno;
- Mario Draghi, presidente della BCE, eletto da nessuno;
- Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, eletto da nessuno;
- Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, eletto dagli eurodeputati (ma che avevano solo un candidato da "scegliere").

Alexis Tsipras, nonostante abbia tradito le attese firmando il terzo Memorandum che affamerà il suo popolo, ha avuto il merito di mettere a nudo tutta l'ipocrisia di questa Europa. In questo senso, il Mario Draghi che si è presentato oggi nel corso del consueto dialogo monetario col Parlamento Europeo è apparso ancora più disinvolto nell'annunciare il totale oblio della democrazia europea. I cinque presidenti, dopo il grande spavento che è quasi costato le loro poltrone, si sono comportati nella più classica delle dinamiche animali. La volontà di "blindare" e "silenziare" qualsiasi tipo di voce discordante è emersa nell'agghiacciante programma sciorinato dal numero uno della Banca Centrale Europea.

Mario Draghi, con disinvoltura (lo ripetiamo), ha voluto ribadire che "la crisi ha dimostrato come l'unione monetaria richiede un centro politico, che può prendere decisioni per tutti". Ovvero che serve, probabilmente, un'altra istituzione che prenda decisioni sovranazionali. "Le cessioni di sovranità dovranno essere in seno a istituti comuni, come una tesoreria dell'area Euro". Ma non dovrebbero bastare già gli immensi poteri della BCE a regolare le politiche monetarie? Infine, come ciliegina sulla torta, il super Mario nazionale ha anche affermato che "bisogna rompere i nessi con le banche sovrane, per poi progredire nell'unione dei mercati di capitali". Insomma, del passato non deve più rimanere nemmeno il ricordo, in modo che anche qualora uno Stato volesse fuggire da questa pazzia, non si ritrovi più con una banca tra i suoi confini.

L'unica via per rendere funzionale l'Euro resta una politica fiscale comune. Non ci dovranno più essere i furbetti che s'intascano gli utili delle multinazionali con tasse irrisorie (vedi il caso lussemburghese). L'unica vera e possibile solidarietà europea nasce dal buon senso. Ma di raziocinio, questa Unione, non ne dispone. Solo ieri Wolfgang Schäuble, in commissione TAXE, ha dichiarato che la Germania si opporrà. Sono falliti ancora prima di nascere. La "road map" dei cinque folli presidenti è già carta straccia. Serve un reale "piano B" per uscire dalla moneta unica senza la minaccia di morte della Troika. Glielo abbiamo ricordato e continueremo a farlo finché avremo voce.

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