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I primi a spingere per permettere in Italia la produzione di formaggio senza utilizzare latte fresco, ma latte in polvere, sono stati quelli del centrodestra. Gli stessi che adesso, per guadagnare qualche titolo sui giornali, hanno presentato un'interrogazione alla Commissione Europea per revocare la diffida. Sarebbe meglio, a questo punto, che continuino a fare quello che in Europa sanno fare meglio: oziare. Perché appena si muovono fanno danni.

LA STORIA
Grazie alla battaglia del portavoce M5S Marco Zullo, ora sappiamo che Oreste Rossi, all'epoca nella Lega Nord, oggi in Forza Italia, in un'interrogazione del 17 gennaio 2013 (puoi leggerla qui) chiedeva se il divieto italiano di utilizzo, detenzione e vendita di latte in polvere e latte ricostituito per la produzione di prodotti caseari come formaggio, yogurt e latte alimentare fosse in linea con il diritto comunitario. In altre parole, Rossi sollecitava la Commissione Europea a correggere la legge n. 138 dell'11 aprile 1974, che tutela uno dei prodotti di punta del nostro alimentare, a tutto danno dei consumatori, i quali non sarebbero più in grado di distinguere i formaggi italiani fatti con latte disidratato dai formaggi italiani autentici, visto che le etichette non segnalano se il latte utilizzato è fresco o in polvere.

LA DIFFIDA DELL'UE
Dopo le pressioni del centrodestra e a seguito della richiesta di alcuni produttori italiani e di un'organizzazione di categoria che evidentemente hanno a cuore solo il contenimento dei costi e non la qualità del prodotto, l'UE ha inviato all'Italia una lettera di diffida, dove si minacciava l'apertura di una procedura d'infrazione se il Governo non avesse cancellato il divieto di utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggio. E' evidente che nel centrodestra sono più interessati a tutelare quei produttori furbetti che il resto dei consumatori.

L'IPOCRISIA DEL GOVERNO
Tuttavia, ad impressionare ancora una volta è la faccia tosta degli europarlamentari di Forza Italia e UDC (esiste ancora l'UDC?), che sono stati in grado di presentare una seconda interrogazione per revocare la diffida chiesta da uno dei loro. Sembra una barzelletta ma è la realtà. Alla domanda di Lara Comi, Alessandra Mussolini, Salvatore Cicu e compagni, il commissario all'agricoltura Phil Hogan (probabilmente ridendo) ha risposto che l'Italia può prevedere un'etichettatura appropriata dei formaggi prodotti con latte in polvere o condensato in modo da far capire ai consumatori quali formaggi vengono prodotti con latte fresco e quali no. E chi spalleggia Renzi al Governo? Proprio Forza Italia. Che invece di fare demagogia dovrebbe agire a Roma per rimediare al danno creato da uno dei suoi.

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