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Due pesi, due misure. Perché in questo Europa non c'è mai nulla di certo, tranne gli interessi geopolitici sull'energia e quelli degli speculatori. Mentre la Grecia muore, svendendo tutto il patrimonio pubblico che le è rimasto - compresi terreni, porti e aeroporti -, l'Ucraina trova (nel silenzio di tutti) un accordo coi suoi creditori per tagliare del 20% il suo debito. Ma la ristrutturazione, appunto, del debito non era un argomento tabù per i grandi burocrati? Probabilmente no, appena si esce dai flebili confini di questa folle ed enorme stanza dei bottoni chiamata Unione Europea.

GLI INTERESSI GEOPOLITICI
L'Ucraina gioca un ruolo cruciale dal punto di vista energetico. Ricordiamo che l'Europa dipende per oltre il 50% da importazioni estere di energia. In particolare, il 30% del gas e il 30% del petrolio proviene dal "mostro russo". L'Unione Europea non può quindi permettere, dopo l'osteggiata annessione della Crimea all'ex Unione Sovietica, di lasciarsi scappare dalle mani le riserve ucraine e l'intera zona del Mar Nero. Da qui, come abbiamo spiegato in questo post, i trattamenti di favore, il pressapochismo dei numeri e l'abuso nell'utilizzo del potere comunitario. Peccato che proprio la Russia (che fa parte del FMI) non stia certo a guardare. Tramite il suo Ministro delle Finanze Anton Siluanov ha subito precisato che Mosca non intende partecipare alla ristrutturazione. "Non siamo d'accordo a subire una svalutazione del 20% sui 3 miliardi di Eurobond ucraini che abbiamo comprato".

20 AGOSTO 2015: LA FINE DELLO STATO GRECO
Con la firma del nuovo memorandum ellenico il 20 agosto 2015, mentre la maggior parte degli europei era sotto l'ombrellone, la Grecia ha smesso di essere uno Stato a tutti gli effetti. È stata consegnata a creditori, speculatori, multinazionali e lobby la prima colonia dell'Euro. In un certo senso sarà una data storica che ritroveremo tra qualche decennio nei libri di storia, sotto la voce "distruzione della democrazia" e "passaggio alla tecnocrazia". Tutto sotto gli occhi dell'America, nella duplice forma di Fondo Monetario Internazionale e NATO, da sempre interessati ad attrarre gli ucraini nella loro sfera d'influenza. D'altronde, se la Grecia non è stata già rasa al suolo nella sua interezza è solo perché Putin sta giocando coi gasdotti (qui tutte le info).

IL RUOLO DEL PARLAMENTO E DEL M5S
È al vaglio una proposta per lasciare che sia anche il Parlamento Europeo a decidere le sorti della Grecia. Il processo di riforme lacrime e sangue degli ellenici dovrebbe avere una supervisione almeno dall'unica istituzione democraticamente eletta di questa Unione Europea. Le grandi coalizioni (S&D con Partito Democratico e PPE con Forza Italia) dovranno gettare l'ennesima maschera e votare allineati ai loro padroni tedeschi. Il Movimento 5 Stelle, invece, darà battaglia per ottenere il taglio del debito greco e per intavolare (ancora una volta) una discussione seria sull'uscita dall'Euro. Affinché gli Stati che decidono di dare un taglio alla moneta unica abbiano una tutela normativa da parte di questa Europa dei Trattati interpretabili, e non si ritrovino con la pistola della Troika puntata alla tempia (Grexit docet).

Ascoltate la spiegazione dei portavoce europei Marco Zanni e Marco Valli:

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