Germania e Francia über alles. Ecco come ti distruggo la Grecia

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Siamo alle comiche. Ora i tedeschi (con i finlandesi) vogliono la Grecia fuori dall'Euro. Sbriciolando ogni raziocinio e andando contro quanto affermato e ripetuto fino allo sfinimento sull'irrevocabilità dell'Euro e dei trattati. Proprio quando la Germania sarebbe il primo dei Paesi membri a dover essere sanzionato dall'Unione Europea. Lo dicono le regole, che sono così bravi a far rispettare. Proprio loro, che da maestri hanno fatto e disfatto in base alle proprie esigenze, hanno violato l'accordo sul Six-Pack. Oggi non è consentito che un Paese abbia per più di tre anni consecutivi un surplus delle partite concorrenti oltre il 6%, pena una sanzione dello 0,1% del PIL. La Germania è andata ben oltre e l'ha fatto per otto anni consecutivi, accumulando un surplus record da 217 miliardi nel 2014, pari a circa il 7% del PIL e nel 2015 molto probabilmente registrerà un altro record. In teoria dovrebbe pagare solo per quest'anno (se venisse applicata la sanzione prevista) una multa da 3 miliardi di euro, ma sommando il passato l'infrazione arriverebbe a circa 25 miliardi di euro.

LE BELLE PAROLE
Eppure, è la stessa cancelliera tedesca ad essere inflessibile. Forte con i deboli, accondiscendente con i suoi pari grado. "L'Europa deve rispettare le regole che si è data sul patto di stabilità - diceva Angela Merkel -. Se alla fine non rispetteremo quello che abbiamo deciso durante la crisi, provocheremo dei dubbi e questo sarà negativo per l'Europa. Questo è il motivo per cui noi vogliamo il rispetto delle regole".

GLI SQUILIBRI DELL'EURO
Ma sono proprio loro, dicevamo, i primi a non rispettare il famoso patto di stabilità. Quest'ultimo, infatti, affonda le sue radici sul meccanismo delle partite concorrenti di cui sopra. La Germania gode di una moneta sottovalutata dal mercato per la sua economia. L'Euro, ad oggi, è solo un vincolo di cambi fissi e non una vera valuta per i 19 Paesi aderenti, che hanno ancora troppe e profonde differenze tra loro. Se uno Stato sfora in positivo il tetto delle partite concorrenti genera uno squilibrio macroeconomico in tutta l'Europa. Un comportamento da irresponsabili come quello tedesco - godere dei surplus generati dagli squilibri e non pagare conferimenti alle altre economie che invece soffrono di una moneta troppo forte -, tende a distruggere i sistemi periferici (tra cui Grecia e Italia) a favore del cosiddetto centro (Germania e Olanda).

IL PRECEDENTE STORICO
I paradossi, però, non si fermano qui. Oggi le regole sono così stringenti proprio in seguito a ciò che successe nel 2003. Ve lo ricordate? Fu la prima vera divisione dell'Unione Europea in fatto di "applicazione delle norme", quando la Commissione europea, presieduta da Romano Prodi, con Monti alla concorrenza, denunciò Francia e Germania per avere sforato i limiti del deficit di bilancio imposti dal patto di stabilità. Ma la procedura d'infrazione non giunse mai alla conclusione, perché i ministri delle finanze la bloccarono. L'Italia di Silvio Berlusconi e la Gran Bretagna di Tony Blair appoggiarono questa soluzione "buonista". Naturalmente, tutti gli altri si sentirono traditi.

IL COMPROMESSO CHE PIEGA L'EUROPA
Ora siamo punto e a capo. Gli equilibri sono evidentemente cambiati e la Germania, con tutti i favori ricevuti nella sua storia (ristrutturazione debito di guerra, solo per fare un esempio), si ritrova nuovamente al centro della scena delle infrazioni. La Commissione dovrebbe procedere con la sanzione, ma il Commissario francese Pierre Moscovici, (Commissario europeo agli affari economici e sociali) ha qualche titubanza ad agire, forse perché la sua Francia qualche mese fa non è stata sanzionata sullo sforamento del deficit, nel tacito assenso di tutti, compresi i tedeschi. Sembrerebbe quindi in atto un vero e proprio accordo politico, fondato sul silenzio.

SPIEGATE LE RIUNIUONI PRE-EUROGRUPPO
Alla luce di questi fatti appare chiara ed evidente la dinamica dei numerosi vertici dell'Eurogruppo di questi giorni. I due giganti dell'Europa (colossi dai piedi di cristallo) e i loro rispettivi leader hanno, nelle settimane, sempre avuto la precedenza sugli altri. Ogni Eurosummit era preceduto dalla riunione Merkel-Hollande e interlocutore di turno. Tutto si lega, verrebbe da dire. Ma anche, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Che squallido teatrino.

L'ITALIA DOV'E'?
E il nostro Matteo Renzi? Non pervenuto. Anzi peggio, schierato apertamente con i falchi tedeschi e i "paraculo" francesi. Peccato che, forse lo ha dimenticato, il Paese che dovrebbe rappresentare è l'unico della ciurma a rispettare i vincoli di bilancio: stiamo da anni svendendo tutto e distruggendo il nostro mercato interno, compreso il decantato modello basato sulle PMI, che ci ha portato ai vertici economici mondiali. E, nonostante tutto, rappresentiamo ancora la terza economia dell'eurozona in termini di PIL. La prima in termini di cultura imprenditoriale, artistica e storica. Ma il buon Matteo Renzi, ce lo ricordiamo tutti, era andato in Europa per cambiarla. Tra i tanti impegni si è poi dimenticato di dirlo ai suoi, visto che gli italiani dell'S&D (ovvero del Partito Democratico al Parlamento Europeo) assieme a quelli del PPE (Forza Italia ed NCD) hanno appena votato la nuova roadmap sulla governance economica a favore del rigore e dell'austerità più cieca e bieca.

L'AZIONE DEL MOVIMENTO
L'unico baluardo della democrazia rimasto è rappresentato dal rinnovamento del Movimento 5 Stelle. Sono state già depositate diverse interrogazioni per stimolare l'azione della Commissione Europea e per chiedere spiegazioni sull'assenza di sanzioni alla Germania. Abbiamo ottenuto solo risposte evasive, che ammettono il problema, ma non si pronunciano sulle azioni da prendere, figuriamoci sulle multe. Continueremo a insistere in ogni sede, lo scandaloso assenteismo e servilismo del nostro Primo Ministro e del vassallo Padoan deve finire. Specialmente quando, in questa folle Europa, tutti si permettono di alzare la voce condannando Governi legittimamente eletti e volontà popolari. Mentre i bulli dalle tasche piene e coscienze sporche fanno come gli pare.

Il discorso di Tsipras al Parlamento Europeo:

Un grafico sull'andamento del surplus tedesco:
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