Falciani e Deltour: altri due simboli della disintegrazione europea

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Vi serve qualche ulteriore prova delle fallimentari politiche d'integrazione dell'Unione Europea? Basta guardare le politiche fiscali adottate dalla maggior parte degli Stati membri per scoprire che non vi è alcuna armonia. E non stiamo parlando di un problema da poco, anzi. La politica fiscale di un Paese è a dir poco fondamentale e influenza tutti i parametri economici e macroeconomici di riferimento. Le tasse, la loro quantità e la "qualità", incidono sullo stile di vita, sul tenore e, permetteteci, anche sulla cultura dei cittadini.

All'interno della cosiddetta Unione Europea ci dovrebbe essere una distribuzione della leva fiscale omogenea, che non permetta la concorrenza sleale tra democrazie e consenta alle imprese di produrre, esportare e - non per questo - delocalizzare. Come il Movimento 5 Stelle ha già abbondantemente denunciato - chiedendo e ottenendo anche l'istituzione di una commissione speciale (la TAXE) -, all'interno della UE accade esattamente il contrario.

La battaglia dei portavoce in Europa nasce dal coraggio dei whistleblower, ovvero di quei professionisti che denunciano pubblicamente o riferiscono alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda. Hervé Falciani e Antoine Deltour sono il simbolo martirizzato della dis-integrazione europea. Il primo ha fornito alle autorità pubbliche informazioni riservate su oltre 130 mila titolari di conti correnti svizzeri (correntisti presso una filiale della banca privata britannica HSBC), e per questo viene trattato come un ricercato internazionale. Il secondo ha rivelato LuxLeaks, lo scandalo fiscale del Lussemburgo. Rischia fino a cinque anni di carcere per le leggi del paese di cui Jean-Claude Juncker (presidente della Commissione Europea) era Primo Ministro.

Li abbiamo sentiti per voi, per fare il punto su una situazione sconcertante a cui nessuno vuole porre rimedio.

Ecco una lista dei paradisi fiscali europei. Poi dicono che il problema sia l'IVA sulle isole greche. Giudicate voi (fonte: IlSole24Ore).
Lussemburgo: non ha bisogno di alcuna presentazione.
Canarie: l'IVA ha un'aliquota scontata: la percentuale di prelievo è al massimo il 13,5 per cento. Ma non è l'unico vantaggio: c'è un regime fiscale speciale grazie a cui paga il 40% di tasse in meno che in Italia.
Cipro: in questo caso il vantaggio non sta tanto nel livello dell'imposizione quanto nei controlli dell'amministrazione finanziaria locale che non sono così stringenti come in altri Paesi Ue. Tanto per fare un esempio, il Fisco non richiede molte informazioni contabili alle società così come non sono state particolarmente invasive in passato le verifiche sui movimenti bancari. Né finora è stata una priorità la firma di molti accordi con gli altri Stati comunitari per consentire lo scambio di informazioni.
Irlanda: i redditi da attività commerciale sono soggetti a un'aliquota proporzionale del 12,5 per cento: è necessario, però, che l'attività sia svolta nel territorio irlandese. Dublino ha mantenuto la tassazione light nonostante le forti pressioni franco-tedesche e gli aiuti ricevuti per salvare le banche. Vantaggi anche per le persone fisiche: gli over 65 sono esenti fino a 18 mila Euro se single e fino a 36 mila Euro se coniugati.
Isola di Jersey: è un'isola nel canale della Manica, non rientra nell'Unione Europea ma nell'area di libero scambio europea e ha stipulato alcuni accordi internazionali. È una dipendenza della Corona britannica anche se non fa parte del Regno Unito. Anche se non è considerato formalmente uno Stato indipendente, ha una propria identità internazionale e un governo autonomo. Ha un complesso sistema di tassazione che di fatto la rendono un paradiso fiscale.
Isola di Man: si trova tra Inghilterra e Irlanda. Non fa parte del Regno Unito né dell'Unione Europea, ma è una dipendenza della Corona britannica che rientra nell'area di libero scambio europea e ha stipulato alcuni accordi internazionali. L'aliquota sul reddito delle persone fisiche è pari al 10%.
Malta: l'imposta sui redditi delle persone fisiche è calcolata secondo aliquote progressive per scaglioni di reddito, fino a un massimo del 35 per cento.
Regno Unito: la corporate tax, ossia il prelievo sulle società, è al 24% perché Londra sta agendo sulla leva fiscale per fare in modo che sempre più imprese vadano a investire nel Regno Unito.
Svizzera: non fa ufficialmente parte dell'UE ma è al centro di un complesso sistema di tassazioni e segreti bancari intrecciati e ampiamente utilizzati da multinazionali e privati.

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