Quello sulla Grecia è un accanimento terapeutico. #FUORIDALLEURO

grecia-fuoridalleuro-m5s-europa-grillo-eurogruppo.png


Ormai l'hanno capito anche i sassi che l'Eurogruppo è una farsa. Così come lo è il perdurare dello strapotere affidato alla Troika, nemmeno malcelato nel corso di questi giorni. La Grecia è già fallita, e il rischio di default per 1,5 miliardi di euro (i soldi che si aspetta il FMI) suona come una barzelletta. La partita che si sta giocando è solo ed esclusivamente politica, addirittura continentale se consideriamo l'avvicinamento ellenico alla Russia.

LEGGI: LA PARTITA INTERNAZIONALE TRA TSIPRAS-PUTIN-OBAMA-TROIKA

Comunque andrà e qualsiasi cosa verrà inclusa in questo fantomatico accordo, per Tsipras sarà a dir poco problematico far ratificare un testo che sarà per forza di cose sinonimo di austerità. E questo anche se i creditori (o curatori fallimentari) hanno già ridotto le loro pretese: l'avanzo di bilancio che i signori desiderano adesso parla dell'1% nel 2015, del 2% nel 2016 e del 3% nel 2017. Solo successivamente si affiancherà, con ogni probabilità, anche una sorta di ristrutturazione del debito.

L'EUROPA HA GIA' PERSO LA FACCIA
Il meccanismo perverso di questa Europa monetaria è emerso nel corso di questi mesi di negoziati in modo piuttosto evidente. Tsipras e compagni sono stati costretti a presentare, alla vigilia dell'Eurogruppo, un testo in fretta e furia, salvo poi rifilarne un secondo la mattina stessa degli incontri. Almeno, è con questa storiella da scuola media che i grandi capi dell'Europa (Jeroen Dijsselbloem, Jean-Claude Juncker, Christine Lagarde, Angela Merkel e Mario Draghi) hanno preso ulteriormente tempo. La verità è che la Grecia è ridotta allo stremo: non ha un centesimo di euro in pancia e non potrà pagare senza l'accordo. In aggiunta, la BCE ha deciso di ampliare il tetto della liquidità di emergenza alle banche elleniche per la quarta volta in sei giorni, arrivando a sfiorare la cifra dei 90 miliardi di euro grazie all'ELA. Come a dire: "se firmi, tutto questo sarà tuo".

50 SFUMATURE DI AUSTERITA'
L'aggiustamento fiscale a cui i greci andranno incontro significa due cose molto semplici: maggiori entrate per il bilancio statale (quindi più tasse) o minori uscite (quindi tagli alla spesa pubblica). Proprio così, spesa pubblica. Si andranno a colpire ancora una volta i più deboli, in pieno stile troikano, con sforbiciate alle pensioni, ai salari e in generale al welfare state. Non staremo ora a speculare su dove e come verranno recuperati i soldi tanto cari ai massimi sistemi europei. Il messaggio più che chiaro emerso in questi negoziati è che non può esistere una zona Euro senza austerità, che la crescita e la prosperità sono incompatibili con l'architettura di questa moneta unica. Attualmente l'Europa e la sua economia assomigliano a un cane scodinzolante, ma non è quest'ultimo che muove la coda. È la coda che muove il cane.

DOPO L'ACCORDO COSA SUCCEDE?
Il buon Tsipras, se deciderà di calare le braghe nonostante l'arma Putin, dovrà vedersela con una frangia estremista ed euroscettica di Syriza, sempre più dura con il Primo Ministro e protesa verso una "non-mediazione" con la Troika. Il passaggio parlamentare sarà quindi durissimo. La vendita dell'accordo sarà molto problematica anche per i curatori fallimentari (i creditori): i parlamenti di Germania, Olanda, Finlandia ed Estonia dovranno essere interpellati. I loro deputati avranno l'ultima parola per dare il via libera ai nuovi esborsi che permetteranno alla Grecia di sopravvivere all'estate. In autunno, poi, altri 40 miliardi di euro dovranno essere scuciti per Atene a fronte del nuovo piano di aiuti. Sarà un accanimento terapeutico, un atto di barbarie nei confronti di un popolo inerme, che ha dato i natali alla democrazia.

IL GIOCO TEDESCO
Come ciliegina sulla torta, Angela Merkel vorrebbe che - qualora dovesse andare in porto l'accordo con Tsipras -, la Germania dovrà essere l'ultima a ratificarlo. La motivazione? Visti i mal di pancia che perdurano nelle fila tedesche, avere l'ultima parola potrebbe costringere i falchi ad abbassare le ali. Il problema principale è rappresentato dal Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble. Nel corso dei negoziati di ieri è stato lui a palesare le maggiori reticenze alle proposte greche, chiedendo ancora maggiore austerità. Vi ricordate qual è la nostra posizione a riguardo?

Questo è il mondo che ci aspetta con questo modello d'Europa. Il documento risale a prima delle elezioni. Oggi la situazione è perfino peggiore:

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo