#Baku2015: i diritti valgono meno di gas e petrolio

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Grazie al caso FIFA, il mondo intero ha capito come funzionano le assegnazioni dei grandi eventi sportivi. Dove conviene al momento, i potenti di turno decidono la location che avrà l'onore di ospitare la manifestazione in oggetto. Ci sono innumerevoli interessi in gioco: politici, geografici, energetici e molto altro ancora. Mentre in questi giorni vi state gustando lo spettacolo di una gara dei "Giochi Europei" di Baku quindi, rilassati sul vostro divano in salotto, forse dovreste sapere a quale zona del mondo state volgendo lo sguardo. Perché in Azerbaijan sono assenti i diritti umani, i giornalisti scomodi al regime vengono silenziati e i dissidenti torturati.

- LEGGI QUI LA MOZIONE DI RISOLUZIONE DEL M5S SUL CASO FIFA

ASSENZA DI DIRITTI UMANI
Se ci siamo svegliati scoprendo l'acqua calda con Joseph Blatter, i primi "Giochi Europei" della storia sono l'emblema del doppiogiochismo occidentale. La "Repubblica" caucasica (scriviamo Repubblica volutamente tra virgolette) è considerata un tassello importante nel mosaico geopolitico ed energetico. Il regno della famiglia Aliyev (che dal 1994 ha sfornato solo due presidenti), ricchissimo di gas e petrolio, ha da sempre adottato la politica del paraculismo. Baku, infatti, è alleato sia a Est che a Ovest. Per questo non importa a nessuno se i diritti umani vengono quotidianamente calpestati da decenni. Ma se da un lato il silenzio di Mosca e di Pechino è perfino comprensibile, dall'altro l'immobilismo di Bruxelles e dell'Europa in generale è scandaloso.

MANCANZA DI TRASPARENZA
Sono stati spesi tra i 7 e i 9 miliardi di Euro per gli impianti. I soldi, di certo, da quelle parti non mancano: 6400 atleti, 20 discipline sportive e 18 strutture. Purtroppo, però, secondo l'indice di percezione della corruzione di "Transparency International", l'Azerbaijan è al 126imo posto su 175 per quanto riguarda la trasparenza, e con 29 punti su una scala da 0 (altamente corrotto) a 100 (pulito). Reporters Without Borders mette il paese al 162esimo posto su 180 per la libertà di stampa. Freedom House sostiene che la stampa azera sia "non libera" e la rete solo "parzialmente libera", dando sul paese un giudizio complessivo di "non libero".

QUALCHE ESEMPIO
Il governo dell'Azerbaijan ha arrestato i principali difensori di diritti umani e giornalisti del paese proprio alla vigilia dell'inaugurazione dei giochi, ma ai vertici dello sport europeo nessuno dice niente. Eppure Emma Hughes, un'attivista per i diritti umani britannica, che aveva criticato il ruolo dell'azienda petrolifera Bp in Azerbaigian, è stata respinta all'aeroporto di Baku nonostante fosse accreditata per seguire i Giochi. Precedentemente era stata rifiutata la richiesta di accredito del giornalista Owen Gibson, che aveva realizzato un reportage sulla corruzione nel paese e la repressione dell'opposizione. Ad Amnesty international è stato impedito l'ingresso nel paese. Secondo l'organizzazione umanitaria, nel paese ci sono almeno venti prigionieri di coscienza. In precedenza erano stati arrestati la giornalista investigativa Khadija Ismailova, premiata per le sue inchieste sulla corruzione, e l'avvocato Intigam Aliev, che aveva portato più di trecento casi di violazioni dei diritti umani davanti alla Corte europea di Strasburgo.

Il cittadino e portavoce Fabio Massimo Castaldo porta altri esempi al Parlamento Europeo, proprio dopo la mozione di risoluzione sul caso FIFA che ha acceso i riflettori anche su #Baku2015:

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