#Grecia e #GuerraFredda: stiamo rischiando la Terza Guerra Mondiale

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Lo sapevate che parte delle vostre tasse vengono prelevate - dall'Unione Europea - per pagare la propaganda dei media anti-russi in quei paesi con minoranze russofone? Non lo sapevate? È normale, perché la guerra fredda che il vecchio continente sta preparando contro il "nemico" Russia si avvale anche di questi mezzucci. Se oggi siamo in questa pseudo-unione per non ripetere gli errori delle due guerre mondiali, è davvero una follia pensare di prepararne una terza per difendere interessi che, per giunta, non sono i nostri. La risoluzione approvata recentemente dal Parlamento Europeo (datata 11 giugno), purtroppo, va esattamente in questa direzione. Costituisce un bellicoso crescendo rispetto ad altri testi, già preoccupanti, approvati qualche mese fa. Perfino il titolo è emblematico, ve lo riportiamo: "Situazione militare strategica nel bacino del Mar Nero a seguito dell'annessione illegale della Crimea da parte della Russia". Cosa c'entra la Grecia? Ve lo spieghiamo tra poco, dopo le dovute premesse.

COSA C'E' NEL REPORT ANTI-RUSSO?
Il report, vi riporteremo in fondo all'articolo gli italiani che hanno avuto il coraggio di votare a favore, è un inno alla guerra in tutte le sue possibili sfumature. Si chiede alla NATO (e quindi all'America) d'investire risorse nei paesi dell'Est Europa in preparazione di un conflitto aperto con la Russia. S'inneggia alla politica delle sanzioni - citata come giusta e da implementare -, senza tenere conto che la stessa ha messo in ginocchio l'agricoltura e altri settori industriali dei paesi del mediterraneo. Si prende ad esempio il vertice in Galles, nel quale si è scelto di portare almeno al 2% la spesa per la difesa in tutti gli stati membri della NATO. Con una cifra simile, piuttosto che dichiarare guerra rischiando il terzo conflitto mondiale, potremmo svoltare definitivamente verso un'indipendenza energetica che ci metterebbe al riparo, tra gli altri, anche dalla Russia. Ma come sempre accade in questa Europa dei proclami, si preferiscono favorire le lobby dell'industria bellica e dell'energia fossile.

L'AREA DEL MAR NERO
All'interno del report si punta sull'area del Mar Nero come strategica per l'approvvigionamento energetico europeo: è questo il movente. Ricordiamo che l'Europa dipende per oltre il 50% da importazioni estere di energia. In particolare, il 30% del gas e il 30% del petrolio proviene dal mostro russo, una situazione non proprio comoda per alzare la voce. Da questa "empasse" l'UE vorrebbe smarcarsi puntando proprio sulle zone strategiche di cui sopra: ecco perché l'ex Unione Sovietica costituisce una minaccia militare nella zona del Mar Nero; ecco perché, per gestire la situazione, è fondamentale il coordinamento fra UE e NATO; ecco perché, nelle risoluzioni, non viene versata una goccia d'inchiostro su come sia davvero scoppiata la crisi in Ucraina e sul pesante ruolo dell'Occidente nell'innescare il conflitto.

LA GRECIA SPOSTA GLI EQUILIBRI DEL MONDO
Non è un caso se il segretario della NATO Jens Stoltenberg ha appena dichiarato (al termine dell'ennesimo Eurogruppo rinviato) che "il raggiungimento di un accordo fra i creditori e la Grecia non è importante solo per l'Unione europea, ma anche per l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord". Con l'ammissione della Crimea, infatti, la Russia può controllare immense riserve di gas e petrolio, di cui - come abbiamo detto - il territorio e il mare circostante sono ricchi. In questo scacchiere geopolitico, la Grecia rappresenta il via libera dell'ex Unione Sovietica all'Europa: ne è un esempio il gasdotto "Turkish Stream" nato dall'intesa tra Tsipras e Putin, conseguente all'accordo "territoriale" con la Crimea per attraversare le acque del Mar Nero. Grexit darebbe un impulso decisivo a questo processo.

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DUE PESI E DUE MISURE
Nel report si cita la Turchia e una serie di altri partner che definire "ambigui" è un eufemismo, chiaramente in un'ottica di contenimento futuro contro il nemico. Quando però si parla di Cina e altri paesi, l'atteggiamento - specialmente in commissione affari esteri - è stranamente accomodante. In tutta questa dilagante ipocrisia, la transizione energetica viene ancora classificata come un'utopia da rimandare ai prossimi decenni. Basti pensare alle bugie raccontate sullo "shale gas" americano (leggi qui).

COSA DEVE FARE L'EUROPA?
Il Movimento 5 Stelle è andato in Europa per perseguire un modello e un progetto di Europa fondato sul sociale e su un modello energetico che punti all'indipendenza e quindi allo sviluppo delle rinnovabili. Quello a cui stiamo assistendo è uno squallido braccio di ferro tra i due attori che stanno alle sponde opposte dell'Atlantico. Il Parlamento Europeo viene utilizzato come la terza Camera di Washington, lo abbiamo visto anche in occasione dei negoziati sul TTIP. L'unica lobby che i portavoce del M5S continueranno a difendere sarà quella dei cittadini, e i risultati stanno finalmente arrivando.




I voti degli eurodeputati italiani (a favore e astenuti)

Per la risoluzione su UE-Russia

Contro: M5S, Altra Europa con Tsipras, Lega Nord. Remo Sarnagiotto (Forza Italia)

A favore: Mercedes BRESSO (PD), Renata BRIANO (PD), Nicola CAPUTO (PD), Caterina CHINNICI (PD), Sergio Gaetano COFFERATI (PD), Silvia COSTA (PD), Nicola DANTI (PD), Paolo DE CASTRO (PD), Isabella DE MONTE (PD), Elena GENTILE (PD), Michela GIUFFRIDA (PD), Kashetu KYENGES (PD), Luigi MORGANO (PD), Alessia Maria MOSCA (PD), Massimo PAOLUCCI (PD), Gianni PITTELLA (PD), David-Maria SASSOLI (PD), Elly SCHLEIN (Civatiana Indipendente in SD), Renato SORU (PD), Patrizia TOIA (PD), Flavio ZANONATO (PD), Damiano ZOFFOLI (PD), Raffaele FITTO (Forza Italia), Massimiliano SALINI (UdC).

Astenuti: Brando BENIFEI (PD), Goffredo Maria BETTINI (PD), Simona BONAFÈ (PD), Roberto GUALTIERI (PD), Pier Antonio PANZERI (PD), Lorenzo CESA (Udc), Salvatore CICU (Forza Italia), Alberto CIRIO (Forza Italia), Lara COMI (Forza Italia), Herbert DORFMANN (Partito popolare sudtiroles), Elisabetta GARDINI (Forza Italia), Giovanni LA VIA (UdC), Fulvio MARTUSCIELLO (Forza Italia), Barbara MATERA (Forza Italia), Alessandra MUSSOLINI (Forza Italia), Aldo PATRICIELLO (Forza Italia), Salvatore Domenico POGLIESE (Forza Italia).

Per la risoluzione sul Mar Nero

Contro: M5S, Altra Europa con Tsipras, Lega Nord, Sergio Cofferati (Indipendente in SD), Remo Sarnagiotto (Forza italia).

A favore: Mercedes BRESSO (PD), Nicola CAPUTO (PD), Andrea COZZOLINO (PD), Fulvio MARTUSCIELLO (Forza Italia), Gianni PITTELLA (PD) Massimiliano SALINI (UdC), David-Maria SASSOLI (PD).

Astenuti: Brando BENIFEI , Goffredo Maria BETTINI (PD), Renata BRIANO (PD), Caterina CHINNICI (PD), Nicola DANTI (PD), Paolo DE CASTRO (PD), Isabella DE MONTE (PD), Enrico GASBARRA (PD), Elena GENTILE (PD), Michela GIUFFRIDA (PD), Roberto GUALTIERI (PD), Luigi MORGANO (PD), Alessia Maria MOSCA (PD), Pier Antonio PANZERI (PD), Massimo PAOLUCCI (PD), Elly SCHLEIN (indipendente), Patrizia TOIA (PD), Daniele VIOTTI (PD), Flavio ZANONATO (PD), Damiano ZOFFOLI (PD), Salvatore CICU (Forza Italia), Alberto CIRIO (Forza Italia), Lara COMI (Forza Italia), Herbert DORFMANN (Partito popolare sudtirolese), Elisabetta GARDINI (Forza Italia), Giovanni LA VIA (UdC), Barbara MATERA (Forza Italia), Alessandra MUSSOLINI (Forza Italia), Salvatore Domenico POGLIESE (Forza Italia).

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