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Qual è la giornata tipo del lobbysta a Bruxelles?
Si alza la mattina, beve il caffè di una multinazionale e si fionda in una delle istituzioni europee. Non ha molto importanza che si tratti di Parlamento Europeo, Commissione Europea o Consiglio. L'importante è che si tutelino gli interessi di una delle grandi aziende che rappresenta.
I lobbysti entrano indisturbati tra i tornelli dei palazzi e si mimetizzano con cura. Non hanno l'obbligo di dichiarare qual è il loro mestiere, possono facoltativamente iscriversi ad un "registro di trasparenza". E i cittadini, qua in Europa, non hanno un faro costantemente acceso su quello che è il processo decisionale, fortemente influenzato e condizionato dal potere concesso a questi loschi, ma non troppo, figuri.

REGISTRO PER LA TRASPARENZA
A questo proposito, il Parlamento Europeo sollecita sin dal 2008 un registro obbligatorio per i rappresentanti d'interessi specifici attivi nelle istituzioni dell'UE, sottolineando come solo uno strumento simile assicurerebbe il pieno rispetto da parte di quest'ultimi del loro codice di condotta. La questione ha acquisito sempre maggiore rilevanza, in particolare dopo che il presidente Juncker l'ha inserita nell'agenda politica, impegnandosi a presentare entro il 2016 una proposta per un sistema obbligatorio. Staremo a vedere.

LA BATTAGLIA DEL M5S
Il Movimento 5 Stelle in Europa, grazie a Isabella Adinolfi, ha acceso un faro sulla situazione delle lobby. I portavoce del M5S, da dentro le istituzioni, hanno infatti potuto verificare di persona la pressione dei vari interessi finanziari e dei rappresentanti delle multinazionali. Se a livello comunitario la situazione non è rosea, a livello nazionale non migliora, anzi: la maggior parte degli Stati membri, non dispone di alcun tipo di registro dei rappresentanti d'interessi specifici. Attualmente sono quattro quelli in cui vigono registri obbligatori (Austria, Lituania, Polonia, Slovenia). Verrà presto introdotto nel Regno Unito, mentre si prevede che già nel 2015 arriverà in Irlanda. Solo tre Stati, invece, hanno registri volontari: Corazia, Germania e Romania. Per tutti gli altri vige il silenzio sulla materia.

Vi proponiamo una carrellata di contenuti multimediali per approfondire e sapere tutto sul mondo delle lobby. Condividete il più possibile affinché tutti i cittadini vengano informati.

Ecco la situazione, ad oggi, per tutti gli Stati membri della UE:
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Isabella Adinolfi (M5S) fa luce sulla questione:


Il convegno "The role of Lobbies in the EU decision-making process", organizzato dal M5S al Parlamento Europeo:


Guardate il documentario "The Bruxelles Business", un documento esclusivo - tradotto in italiano - che ha sconvolto l'Europa:


#TRASPARENZASEMPRE

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