5stelleeuropa-m5s-zanni-draghi-banche-parlamentoeuropeo.png


Il voto sulla riforma bancaria di martedì è stato storico. Il M5S è riuscito a bloccare la riforma bancaria presentata dal PPE e voluta dalle lobby finanziarie, che ancora una volta influenzano i voti e le volontà dei grandi gruppi politici dei popolari (che contiene la delegazione di Forza Italia) e S&D (con quella del Partito Democratico).
Il M5S, col Gruppo dell'EFDD, voleva una separazione automatica, obbligatoria, netta e trasparente, sulla scia del celebre Glass-Steagall Act. Noi non ce l'abbiamo fatta, ma il bicchiere è pieno a tre/quarti perché è stato bocciato anche e soprattutto il testo proposto dal PPE, con Gunnar Hökmark relatore, che di separazione bancaria non voleva sentir parlare nemmeno nel corso dei mesi di negoziazione. Infine, anche la posizione dell'S&D, che ha studiato una sorta di riforma di facciata che nulla avrebbe cambiato dallo status-quo odierno, è stata respinta.

OCCASIONE PERSA
E' stata un'occasione persa per tutto il Parlamento Europeo, ma si è evitato il peggio. La proposta da cui ha preso le mosse l'azione del Parlamento, che fu disegnata dall'ex commissario Michel Barnier, predisponeva una separazione tra le attività di trading tipiche delle banche d'affari e le semplici attività di banca commerciale che riguardano i servizi al cittadino o alle imprese (depositi, prestiti e pagamenti). Era una proposta blanda ma che segnava un primo step per le negoziazioni, affidate appunto al PPE. Questa separazione, infatti, è un passo fondamentale per tutelare le attività di credito delle banche commerciali tradizionali che operano sull'economia reale, per evitare l'eccessiva interconnessione tra le banche, limitarne la grandezza (too big to fail) e la complessità. Il tutto per gestire al meglio il recupero degli istituti di credito in caso di crisi, senza far pagare ai cittadini e ai correntisti con un Bail-Out il conto dei fallimenti causati dalla speculazione. La separazione bancaria è necessaria per garantire che i soldi dei depositi non siano utilizzati per finanziare attività speculative e ad alto rischio, come successo in questi anni, all'insaputa dei correntisti. Se le banche vogliono speculare, lo devono fare con i propri soldi senza mettere in pericolo i risparmi dei cittadini.
APPROFONDISCI QUI LA PROPOSTA DEL M5S

COSA E' SUCCESSO AL VOTO?
Gli emendamenti vengono per prassi raggruppati in compromessi, affinché il lavoro dei parlamentari che seguono la stessa linea sia reso più efficiente e per facilitare la coerenza dell'eventuale testo che ne deriverebbe.
I tre blocchi erano così costituiti: EFDD assieme a Verdi e GUE, S&D e PPE. Una volta bocciate tutte le posizioni, la prassi prevede il voto emendamento per emendamento. Erano più di 800 e sono stati promossi o bocciati in modo confuso e contraddittorio dai deputati di PPE e S&D. Gli è scappato il giochino dalle mani.
Alla conclusione, il testo finale era impresentabile e incomprensibile. Non capita praticamente mai che un relatore, Gunnar Hökmark in questo caso, non riesca a raggiungere una posizione condivisibile alla maggioranza, anche per via dei mesi di negoziazione precedenti all'incontro in aula.
Ma come dicevamo, grazie ai voti dell'EFDD - congiuntamente a Verdi e GUE - si è evitato di mandare in plenaria a Strasburgo e poi al Consiglio una proposta imbarazzante. Il testo finale è stato definitivamente polverizzato.
Una riflessione: pensate a quanto sono potenti e quanta influenza hanno le lobby sui grandi gruppi politici. Un'influenza tale che un relatore decide di distruggere il lavoro di mesi, anzi anni, del Parlamento Europeo pur di non scendere ad alcun compromesso. Noi, con la nomina di Jonathan Hill a nuovo commissario per la stabilità finanziaria, avevamo avvisato tutti.
SCOPRI CHI E' IL BURATTINAIO HILL


Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo