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C'è puzza di bruciato. Lo scorso 14 aprile Poste Italiane ha raggiunto un accordo con il Monte dei Paschi di Siena per l'acquisizione del 10.3% della sua quota nella società di gestione risparmio Anima Holding. L'investimento è stato pari a 215,2 milioni di euro, una cifra enorme che dà un po' di ossigeno alla banca senese salvata solo grazie all'intervento dello Stato. Tuttavia, in questa operazione i conti non tornano.

LA GENEROSA PLUSVALENZA PER MPS
Il prezzo pagato da Poste Italiane è stato stabilito considerando il valore medio del titolo Anima Holding nell'ultimo mese. La prassi di mercato di solito considera la media di periodi più ampi (3 o 6 mesi). A causa della bolla speculativa alimentata dal Quantitative easing il titolo della società Anima Holding nell'ultimo mese si è molto apprezzato, tanto da gonfiare il suo reale valore. I mercati azionari di tutta Europa sono sugli scudi: da gennaio la Borsa di Milano ha registrato un rialzo di quasi il 30%. Il titolo Anima ha fatto ancora meglio: "solo" +31% nell'ultimo mese, +110% negli ultimi 6 mesi!

Se Poste Italiane avesse usato un approccio più prudenziale considerando il valore di mercato degli ultimi 6 mesi, e non dell'ultimo, avrebbe risparmiato milioni di euro. Poste Italiane è una società pubblica e al pubblico deve rendere conto di come opera sul mercato.

Grazie a questa vendita Mps potrà scrivere a bilancio una plusvalenza da 110 milioni di euro, un affare per quei manager che l'hanno portata sull'orlo del fallimento. Un affare che però fa scattare un campanello d'allarme. Si è trattato di un aiuto di Stato astutamente mascherato?


POSTE ITALIANE E' LA NUOVA IRI

Quest'operazione ricorda molto quella di Alitalia: un'azienda sull'orlo del fallimento salvata dallo Stato attraverso una delle sue controllate. Lo scorso mese di marzo l'amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio (lo stesso contestato per lo stipendio d'oro) ha annunciato i numeri di bilancio del 2014. L'utile netto è crollato (da 1 miliardo di euro nel 2013 a 212 milioni nel 2014, -80%), e su questo, per ammissione dello stesso Caio, ha inciso parecchio la svalutazione del valore della partecipazione nell'ex compagnia di bandiera.

Se l'investimento in Alitalia è stato, dunque, un pessimo affare, adesso aiutando Mps si rischia di perseverare. I correntisti di Poste Italiane sono consapevoli di come vengono utilizzati i loro risparmi?

Il Movimento 5 Stelle vuole la verità.

Dicono che i soldi per il reddito di cittadinanza non ci sono, però per le banche li trovano sempre.

I portavoce al Parlamento europeo Marco Zanni e alla Camera dei Deputati Alessio Villarosa chiedono chiarezza. A chi? Guarda questo video per scoprirlo.

Ecco il testo dell'interrogazione presentata alla Commissione europea

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