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La TAV è un buco nero da cui non escono informazioni. Oltre ad essere un'opera completamente inutile che sta devastando il territorio, rappresenta la totale mancanza di comunicazione, sinergia e dialogo tra cittadini e istituzioni. Ogni centimetro della Torino-Lione, infatti, è un insulto alla trasparenza e la risposta della Commissione Europea all'interrogazione del Movimento 5 Stelle non fa altro che dimostrare questo stato di fatto.

Ecco perché alcuni portavoce del M5S in Europa (Daniela Aiuto, Eleonora Evi, Fabio Massimo Castaldo, Marco Valli, Tiziana Beghin, Marco Zanni, David Borrelli e Dario Tamburrano) hanno chiesto all'esecutivo europeo delucidazioni sui finanziamenti ricevuti da Italia e Francia per il completamento dell'opera.

Le domande non erano difficili, ve le riportiamo integralmente:
- Può la Commissione precisare il dettaglio delle fatture (riferimenti, descrizione e importo) che la società LTF s.a.s ha ricevuto fino ad oggi dai suoi fornitori,
- il dettaglio degli importi (riferimento, descrizione e data) che la LTF ha portato a carico del cofinanziamento europeo inviando alla Commissione i relativi giustificativi di spesa,
- l'importo del cofinanziamento, insieme a ogni relativo dettaglio contabile, che la Commissione ha già erogato ad oggi ed erogherà entro la fine del 2016 a favore della società LTF a fronte di queste due Decisioni?

Le risposte? All'insegna della non-trasparenza:
- I pagamenti erogati dalla Commissione ai due Stati membri allo scopo di attuare l'azione sono basati su dichiarazioni di spese autorizzate dai due Stati membri, che certificano che le spese sostenute possono essere considerate ammissibili in conformità delle decisioni della Commissione.
- Per quanto riguarda il primo e il secondo quesito posto dagli onorevoli deputati, la Commissione riceve dai beneficiari soltanto i dati necessari per giustificare le spese cofinanziate. Nella misura in cui i dati si riferiscono ai rapporti tra il promotore del progetto e i suoi fornitori, non è possibile escludere che la loro divulgazione potrebbe avere ripercussioni negative sui legittimi interessi commerciali dei fornitori.
- La risposta al terzo quesito degli onorevoli deputati è indicata all'articolo 1 della decisione C(2013) 1376, che prevede una sovvenzione UE di fino a 395 milioni di euro per l'azione in questione. L'importo effettivo da versare dipenderà dalle azioni intraprese entro il periodo di ammissibilità, ossia fino al 31 dicembre 2015.

Il quadro che si evince è quindi chiaro. Non si può sapere chi ha beneficiato e chi beneficerà dei 395 milioni di euro che i contribuenti europei hanno messo a disposizione (senza saperlo) per il completamento della TAV. L'Unione Europea, o meglio la Commissione, conosce ogni dettaglio delle spese di un Paese membro: analizza il suo deficit commerciale, il suo debito, qualsiasi parametro economico che viola i trattati è quotidianamente sotto la lente d'ingrandimento dei burocrati di Bruxelles. Ma la stessa Commissione non può rivelare a chi vanno a finire i finanziamenti stanziati e versati per la realizzazione di una grande (e inutile) opera.

Soldi pubblici a garanzia della spesa di sconosciuti privati.
Quali e quante sono le aziende che stanno completando la Torino-Lione?
Come sono state scelte?
Chi sono gli imprenditori e a chi rispondono?

#trasparenzasempre

Per approfondire ecco il video di Daniela Aiuto e Marco Valli:

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