#NuoviSchiavi ANCORA UNA STRAGE DI MIGRANTI. DI CHI E' LA COLPA?

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Gli sbarchi (e i morti) non finiranno mai, se prima non si taglierà il cordone fra accoglienza e convenienza. In Italia la chiamano ospitalità e invece è solo business. Ecco cosa ha scoperto il Movimento 5 Stelle grazie ai suoi portavoce.

Dall'inizio del 2014 a oggi nelle coste italiane sono arrivati 160 mila immigrati. Quasi tutti scappano dalle guerre e si mettono in fila per richiedere lo status di rifugiato. La convenzione di Dublino impone all'Italia di trattenerli sul proprio territorio anche quando vogliono raggiungere i loro parenti in altri Paesi europei. In questa trappola nasce il business dell'immigrazione.

La legge impone ai richiedenti asilo di soggiornare nei cosiddetti Cara per un massimo di 35 giorni, in attesa che la pratica venga esaminata dalla commissione territoriale competente; questo soggiorno invece si prolunga tra i 9 e i 12 mesi. In questo lasso temporale lo Stato versa in media 35 euro al giorno agli enti gestori dei centri e un "pocket money" di 2,5 euro a ciascuno per le piccole spese.

Il profitto delle cooperative si fonda su questa addizione: più la burocrazia è lenta, più immigrati arrivano sulle coste italiane, maggiori sono i profitti.

I centri di accoglienza sono una gallina dalle uova d'oro per chi li gestisce. Il contratto di assegnazione dell'appalto va in deroga e non prevede un bando pubblico. Il Ministero degli Interni invita solo alcuni soggetti a partecipare alla gara. La trasparenza non esiste. Come già dimostrato in passato con gli scandali dei Cie di Lampedusa e Roma, le cooperative hanno mani libere, a volte anche a detrimento dei più elementari diritti umani.

Vedere per credere. Lo scorso 26 ottobre la portavoce al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara ha visitato il Cara di Sant'Anna di Crotone, il più grande d'Europa. In qualità di membro della Commissione Libe (Libertà civili e affari interni) Laura Ferrara voleva verificare di persona le condizioni di vita degli ospiti e la corretta gestione dei fondi europei.

Ecco cosa ha visto.

I container erano sovraffollati, la pulizia degna di un Paese del Terzo mondo, i bagni una latrina, l'acqua dei pochi rubinetti che funzionavano sgorgava fredda. Eppure l'associazione che la gestisce - Confederazione nazionale delle Misericordie - percepisce milioni di euro dallo Stato italiano. Come vengono impiegati tutti quei fondi se non si garantiscono nemmeno i più elementari servizi ai rifugiati?

Laura Ferrara parla con gli ospiti e raccoglie le loro denunce, in particolare quelle sui "pocket money", la piccola somma di 2,50 euro al giorno che dovrebbero ricevere per le proprie necessità. Lo stesso responsabile della struttura ammette che vengono trasformati in voucher da spendere unicamente all'interno della struttura, una tecnica per massimizzare gli affari.

Le cose che non vanno sono troppe. Laura Ferrara scrive al prefetto di Crotone e chiede chi fornisce e controlla i beni erogati dall'ente gestore, come avviene la selezione dei fornitori, di avere accesso ai bilanci e le informazioni sulla gara d'appalto per la costruzione dei nuovi alloggi sostitutivi dei container. In una sola parola, TRASPARENZA

"La documentazione non c'è, può essere fornita solo dall'ente gestore o dal Ministero", è la risposta del Prefetto di Crotone. Eppure nella Convenzione siglata proprio dalla stessa prefettura e la cooperativa delle Misericordie all'articolo 21 si prevede l'obbligo per l'ente gestore di inviare alla prefettura report bimestrali sui servizi erogati, comprese l'analisi dei costi del personale e tutti i beni acquistati dai fornitori.

Il Ministero dell'Interno ha, dunque, misteriosamente avocato tutto a se nonostante la convenzione stabilisca diversamente. Perché? Cosa si vuole nascondere? Nell'opacità nascono i piccoli e grandi affari. Ecco il racconto fatto da una giornalista del settimanale L'Espresso

Oltre a gestire il centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, la confraternita della Misericordia ha recentemente vinto anche l'appalto di quello di Lampedusa.

Anche la trasmissione "Servizio Pubblico" di Michele Santoro ha acceso i riflettori su tutte le anomalie riscontrate durante la visita di Laura Ferrara. Nella sinossi del servizio la giornalista scrive: "Un impero che nasconde, però, delle ombre. Una di queste si chiama: "Il Quadrifoglio", la società di catering che fornisce cibo a entrambi i centri. Il proprietario è Pasquale Poerio, cugino di Fernando e Antonio, ex titolari della Vecchia Locanda, fornitrice per anni della Misericordia e chiusa, poi, per rischio di infiltrazione mafiosa. Oggi, nel Quadrifoglio, ci sono sempre loro".

Ecco il video



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