La battaglia per il Copyright 2.0 ha inizio

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La direttiva InfoSoc sul copyright ha ben 15 anni. Il mondo, nel frattempo, è completamente cambiato. Sia da un punto di vista tecnologico che politico. Basti pensare che tale direttiva era stata pensata per i sistemi analogici e quindi molti aspetti dell'odierno mondo digitale non erano stati presi in considerazione.
Tuttavia, la riforma che la Commissione europea vorrebbe presentare in materia di copyright potrebbe rivelarsi un buco nell'acqua. Il perché è presto spiegato, visto che la pressione delle lobby in tale materia risulta fortissima.
E' in questo clima che la portavoce Isabella Adinolfi ha deciso di portare il dibattito sul copyright in rete. E' lei, insieme a Julia Reda del partito pirata (titolare del dossier nella commissione giuridica), che fino ad ora si è occupata della questione del copyright all'interno del Parlamento Europeo, battendosi per la libera circolazione e diffusione della cultura e la difesa dei diritti dei cittadini.

Ecco alcuni aspetti del parere redatto dalla portavoce pentastellata, titolare del dossier nella commissione cultura:

- si chiede di introdurre una definizione comune di "pubblico dominio", in modo da garantire la massima diffusione dei contenuti culturali in tutta l'Unione.

- si sollecita a stabilire l'obbligatorietà delle limitazioni ed eccezioni al diritto d'autore, almeno per quanto riguarda quelle in materia di istruzione, ricerca e biblioteche, per consentire una più ampia diffusione dei contenuti culturali in tutto il territorio dell'Unione. Al riguardo, nuove di forme di prestito a distanza, c.d. e-lending, devono essere consentite.

- si sollecita una revisione della responsabilità dei prestatori di servizi in conformità con quanto previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). In particolare, i provvedimenti inibitori dovrebbero essere emanati dalla sola autorità giudiziaria ed essere diretti ai clienti dei provider e non ai servizi forniti da terzi. Ciò anche alla luce di quello che accade in certi paesi, come ad esempio l'Italia.

Il fatto che al momento ogni paese possa recepire con carattere facoltativo queste eccezioni al diritto d'autore ha fatto sì che prima di tutto non si sviluppasse un mercato unico, ma soprattutto che si creasse una disparità di trattamento tra i cittadini dell'Unione.

Ora si aspetta il voto del parere in commissione cultura previsto a fine marzo e, successivamente, quello della commissione giuridica previsto invece in aprile.
Il processo di riforma è stato avviato e il M5S vigilerà affinché vengano tutelati gli interessi dei più deboli e dei cittadini.

Trasparenza: qui potete vedere lo streaming della conferenza:

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