Febbraio 2015 Archives

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Caso RayWay: Renzi e Berlusconi si vogliono spartire il Paese

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La notizia di oggi secondo cui Mediaset, quindi Berlusconi, avrebbe fatto un'offerta di acquisto di tutto l'asset delle antenne di trasmissione Rai è di una gravità senza precedenti. In nessun paese normale c'è una tale concentrazione di potere politico e mediatico come quello che abbiamo in Italia, aggravato dall'assenza di una legge sul conflitto d'interessi. L'Antitrust ha il dovere di fermare questa operazione.

Si confermano i nostri timori sul fatto che la mossa nasconda degli accordi tra il premier e Berlusconi, soprattutto in relazione all'imminente riforma della Rai e della sua governance che il Turbo-Renzi vorrebbe fare addirittura con un decreto legge, quando invece spetta al Parlamento affrontare la discussione. Discussione a cui siamo assolutamente pronti, sempre che i 'congelati' non siano proprio Pd e Forza Italia.

Il dubbio che il Patto del Nazareno non sia mai morto oggi è più forte che mai: Renzi si fa le riforme politiche a suo uso e consumo e Berlusconi si gestisce al meglio le sue aziende, costruendo di fatto un monopolio totale di trasmissione del segnale radio tv digitale e anche editoriale, con l'acquisto della Rizzoli da parte di Mondadori.

Il Movimento 5 Stelle da subito segnalò che c'era questo rischio, esattamente da quando il Presidente del Consiglio, con la compiacenza della direzione Rai, decise che la TV pubblica doveva dare un contributo agli 80 € e doveva vendere una quota di un asset strategico di proprietà pubblica.

L'abbiamo detto in commissione di Vigilanza e in Parlamento(http://youtu.be/2-a8THSk5Ww), anche la portavoce Dalila Nesci lo ha denunciato già a ottobre 2014 al ministro Guidi che ha negato sempre, anche dopo i vergognosi sconti sull'affitto di frequenze a Mediaset che ha fatto il suo governo.

L'Italia oggi è al 73° posto nella classifica della libertà di stampa, questa svendita ci porterebbe ben oltre l'ultimo posto.

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Rai: lettera di Verro nella peggiore tradizione degli editti bulgari

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verro.jpg La lettera pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano a firma del membro del Cda Rai Antonio Verro, ex dirigente Mediaset, che nel 2010 scriveva direttamente all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per spiegargli che lui e i suoi direttori amici in Rai cercavano in tutti i modi di bloccare certi programmi "antigovernativi" come Report, Parla con me, etc... non stupisce, vista la tradizione di editti bulgari a cui abbiamo assistito da Biagi in poi.

Quello che stupisce è che il Cda Rai continua a essere sempre quello del 2010 eppure quelli che prima salivano sulle barricate per difendere il pluralismo e il diritto di parola ora tacciono, in un silenzio tombale che definire imbarazzante è un eufemismo.

Ovviamente non tacciono solo sulla Rai. Non una parola è arrivata sullo scempio della Costituzione, quella riforma del bicameralismo perfetto uguale a quella di Berlusconi e descritta da Gelli, e che nel 2006 provocò l'indignazione della sinistra in Parlamento e sui media. Ora, invece, va tutto bene a tutti.

La Rai non è cambiata, né la cambierà la riformicchia di Gubitosi, ma solo una vera riforma della governance che però la politica sembra rimandare, al pari della legge sul conflitto di interessi.

Dove sono gli intellettuali di sinistra così scandalizzati dalla gestione berlusconiana? Dove sono quelli che allora gridavano al bavaglio e che oggi, quando è il Movimento 5 Stelle a dirlo, ci accusano di attaccare la libertà di stampa, quella per cui siamo tra la Moldavia e il Nicaragua, al 73° posto nella classifica internazionale fatta da Reporters sans Frontiers?

Perchè membri del Cda RAI di alto profilo morale come Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi stanno zitti? Perchè giornalisti e direttori che gridavano allo scandalo non dicono più nulla?

Probabilmente perchè era solo una questione di potere e non di libertà, perchè agli Orfeo e alle Berlinguer bastava avere il loro giardinetto da coltivare per sè e per il padrone: altro che servizio pubblico d'informazione! Perchè alla fine della storia le larghe intese ci sono sempre state, serviva solo trovare un equilibrio e un nemico comune su cui scaricare il barile.

Arrivato il M5S ecco che si è trovato il candidato perfetto: qualcuno che non 'magna' poltrone come loro e su cui si può riversare il letame e la diffamazione del peggior servilismo giornalistico e dei peggiori intellettuali (un insulto all'intelletto chiamarli così) opportunisti, zerbini di PD e Forza Italia.

Suona la sveglia pagliacci, dite qualcosa oppure toglietevi la maschera, perchè lo tsunami di vergogna che vi sta investendo spazzerà via anche le foglie di fico e vi lascerà nudi davanti agli occhi dei cittadini nonostante tutti i vostri tg e tutti i vostri direttori.


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